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Lettere al direttore

A teatro in bicicletta, la denuncia: “discriminati al momento di parcheggiare”

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Cara Genova24.it,

vorrei qui denunciare una cosa molto triste accadutami sabato sera.
Io e la mia compagna avevamo deciso di andare al Teatro Duse a seguire “Geppetto e Geppetto”, uno spettacolo interessante e ben recitato sul tema dei pregiudizi e delle discriminazioni alle nuove “famiglie arcobaleno”.

Noi, per scelta, non per impossibilità, non ci muoviamo in auto, ma ci spostiamo in bicicletta.
Ebbene, sabato sera stavamo assicurando le nostre due biciclette ad un palo in prossimità del Teatro Duse, un palo come tanti, al di fuori del teatro, senza recare alcun intralcio a nessuno, quando un signore distinto si è avvicinato per dirci che non si potevano legare le biciclette in quel punto.
Richiesto sul perché non era possibile, ha risposto che non si poteva e basta. Allora gli ho domandato di qualificarsi: il signore non era un vigile, un poliziotto o un addetto al traffico o sicurezza, ma nientemeno che il direttore del teatro Duse.

Richiesto sul perché il teatro Duse non volesse che si parcheggiassero biciclette ad un palo sul suolo pubblico in un luogo che non ostacolava la circolazione di mezzi o passanti, il direttore ha risposto: “Perchè il condominio non vuole”. Poichè non siamo tenuti a rispettare i regolamenti di condominio nelle strade pubbliche, abbiamo lasciato le biciclette dove stavano nelle due ore seguenti dello spettacolo.

Sabato sera, ci siamo sentiti, a tutti gli effetti, discriminati. Abbiamo subito l’ingerenza di qualcuno che chiaramente abusava della sua autorità. E siamo stati discriminati per il modo in cui amiamo spostarci. In questa città ci siamo sentiti “diversi” per il modo in cui ci muoviamo.
E’ possibile? E’ giusto?

Giacomo Revelli