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Tassa di soggiorno ed evasione, albergatori: “A Genova dilaga l’abusivismo”

Genova. “I dati presentati oggi dal Comune di Genova in merito alla raccolta dell’imposta di soggiorno certificano quello che noi sosteniamo da tempo, e cioè che anche nel settore della ricettività esiste un gravissimo fenomeno di abusivismo”. Marco Senatore, presidente di Assohotel Confesercenti Genova, commenta così il report presentato dall’assessore al turismo, Carla Sibilla, secondo cui sono soltanto 150 su 770 gli appartamenti ad uso turistico regolarmente registrati. Dalla stessa indagine è risultato che ad essere irregolare è anche almeno un quarto delle strutture ospitate dalle principali piattaforme online, Booking e AirBnB.

“Ringraziamo il Comune per la sensibilità dimostrata rispetto ad un tema che sta diventando essenziale per la sopravvivenza delle imprese regolari – prosegue Senatore – Come giustamente è stato sottolineato, non si tratta di favorire la ricettività alberghiera a scapito di quella extra-alberghiera, ma di fare chiarezza e ricondurre l’intero sistema nell’ambito della legalità. Ci auguriamo che il Comune prosegua quindi su questa strada ed estenda anzi i controlli anche agli altri settori del commercio. Auspichiamo anche che la Regione possa trovare le risorse necessarie per il sostegno alle amministrazioni locali occupate nel contrasto ad ogni forma di abusivismo commerciale”.

“Infine – conclude il presidente di Assohotel – vanno responsabilizzati i portali di prenotazione online affinché verifichino che le strutture pubblicizzate siano in possesso delle minime autorizzazioni di legge previste per l’esercizio dell’attività di ricezione”.

Proprio su questo tema l’associazione ricorda il recente convegno organizzato dall’Ente bilaterale del Terziario di Confesercenti, nel quale era stato lanciato un appello alla sensibilizzazione degli utenti finali rispetto al problema dell’abusivismo commerciale, che addirittura due liguri su tre considerano come una semplice irregolarità burocratica anziché un vero e proprio illecito.