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Sgombero lungomare Canepa, Nazione Rom: “Genova prende fondi per inclusione, poi ci caccia” fotogallery

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Genova. Ieri mattina ennesimo sgombero della famiglie rom da Lungomare Canepa. “Le misere abitazioni sono state abbattute e nessuna inclusione sociale è stata proposta da parte delle autorità. Anche il 20 maggio furono distrutte altre baracche, ma i cittadini sgomberati hanno dichiarato di non avere altro posto dove andare e di voler rimanere a vivere in città. Non è il primo sgombero che subiscono queste famiglie, visto che il 30 marzo 2015 un altro fu ordinato dal Comune di Genova, che privò le stesse delle umili abitazioni, poi ricostruite. La legittima rappresentanza Rom denunciò gravi violazioni dei diritti umani”, dichiara in una nota l’Associazione Nazione Rom.

La Città Metropolitana di Genova e la Regione Liguria hanno nel frattempo ricevuto finanziamenti europei per l’inclusione dei poveri, per l’inclusione delle famiglie rom. “A norma di legge e di regolamenti europei la rappresentanza dei Rom, Sinti e Caminanti doveva essere contattata ed inserita nei Comitati di Sorveglianza che presidiano l’uso del denaro pubblico e decidono la programmazione sulle azioni da compiere. Questo non è stato fatto. L’Italia prende i soldi dall’Unione Europea per dei programmi che poi vengono violati e non rispettati”, prosegue l’associazione, che precisa come negli ultimi due anni i progetti presentati dalla rappresentanza Rom, Sinti e Caminanti per l’inclusione abitativa e lavorativa dei cittadini siano stati ignorati.

“Il progetto ‘Fiera Mercato’ avrebbe creato 55 posti di lavoro nella Val Bisagno ma non è stato considerato né finanziato. Un progetto che avrebbe costruito le premesse per la piena indipendenza economica di tutte le famiglie, un progetto basato sul principio di autodeterminazione e negazione delle logiche assistenzialistiche. Per questo motivo sono state inviate lettere e documentazioni alla Commissione Europea chiedendo la sospensione dei finanziamenti ed il commissariamento del governo regionale e nazionale”, termina la nota.