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Sestri Levante, Marco Conti: “Musel? Milioni di euro per 8 visitatori al giorno”

Sestri Levante. “I dati confermano il fallimento del Museo Archeologico della Città, detto anche Musel: oltre 2 milioni di euro per realizzarlo, oltre 160.000 euro all’anno per la sola gestione, ma appena 8 visitatori al giorno”. A dirlo è Marco Conti, capogruppo in consiglio comunale di Popolo per Sestri.

“I dati di 1 gennaio – 25 maggio 2016 confermano un disastro che ormai vado denunciando da quasi tre anni: 898,00 euro di incasso per 8,9 presenze Neanche le scolaresche sono bastate per aumentare il numero delle visite che, al netto dei ragazzi, sarebbe stato ancora più deprimente. Stranieri, italiani, sestresi affascinati dalla presunta bellezza di qualcosa di cui nessuno sentiva il bisogno. E non tiriamo fuori, per carità, la retorica ed i luoghi comuni sul “senso di appartenenza”, sul luogo delle nostre memorie, sui miracoli fantascientifici di ologrammi vari, uno dei quali rappresentante il Cavalier Fascie. Il galantuomo che tanto diede a Sestri e altrettanto si vide togliere, in questo momento molto probabilmente si sta rivoltando nella tomba, vedendo il suo cognome e la sua persona usati come scusa, copertura e paravento di un’ignominia inutile”.

“La gente che vi entra è così suddivisa: curiosi (pochi), qualche turista che, incantato dagli opuscoli e dalle brochure, pur di fotografare qualcosa, entra ad annoiarsi, comitive di scolaresche costrette a sorbirsi immagini di qualche rana preistorica del lago di Bargone, tanto per fare punteggio ed aumentare presenze. E poi, suvvia, pensiamo alla patetica trovata di inventare lì per lì una Sestri partecipata chiedendo alla gente oto di famiglia o immagini della fabbrica o di pescatori, tutte recuperate col criterio rigoroso della supplica, pur di conferire interesse a qualcosa che interessante non è. L’interesse suscitato è pari a quello del mini acquario del Circolo Pescatori Portobello nella Baia del Silenzio, che, almeno, non è costato niente”.

“A Sestri un museo vero c’è già ed è una galleria d’arte bellissima, donata da un altro eminente sestrese alla sua città, Marcello Rizzi. E’ la pinacoteca più importante nel territorio compreso tra Genova e La Spezia, ma l’amministrazione comunale in questi anni ha fatto ben poco per rendere nota la sua esistenza. Tremiamo già all’idea di cosa possa diventare il poliedificio funzionale a Riva Trigoso, noto anche come “ecomostro”. E i fatti parlano ancora più chiaro degli scritti il Museo della Città è un fallimento, Sestri piace per le due Baie (teniamole pulite, visto che di Bandiera Blu non se ne parla da secoli) , per il sentiero di Punta Manara, per ciò che ha concepito la natura. L’uomo e la donna, con gli ultimi tre sindaci, non hanno fatto altro che abbruttirla”.