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Pd, Ermini stoppa su candidature e polemiche: “Nostra priorità è referendum”

Il segretario savonese Briano si dimette e attacca: "Sbagliato aprire campagna su referendum prima di amministrative

Genova. Basta con la “fioritura di opinioni personali che leggiamo e ascoltiamo sui media”. “Non mancheranno occasioni di analisi in tutti gli organismi del partito” ma ora “il nostro impegno, e quello di tutto il Partito Democratico ligure, deve concentrarsi sul referendum costituzionale. Un appuntamento che riguarda non solo una comunità politica, ma l’occasione di un cambiamento vero e profondo per tutto il Paese”.

Lo scrive in una nota ufficiale il commissario del Pd ligure David Ermini che a 48 ore dai ballottaggi mette la parola fine ad autocandidature, totonomi e polemiche. Genova24 aveva ventilato questa possibilità che infine si è avverata. Perché mentre il Pd perde voti e tenta un’ultima parvenza di unità sul referendum costituzionale contemporaneamente il sindaco Marco Doria si rafforza.

Ieri chi lo ha sentito parlare nell’assemblea pubblica nell’ex manicomio di Quarto dove ha lanciato una sorta di mobilitazione contro Regione e Arte per non aver rispettato gli impegni dice che si è trattato dell’inizio della nuova campagna elettorale. E sempre ieri, l’improvviso interventismo sul mercato del pesce sembra un altro forte indizio.

Ermini con il suo gruppo di lavoro ha fissato l’assemblea regionale per il prossimo 11 luglio: “Non sono mai mancati, né mancheranno mai, nel Partito Democratico spazio e tempo affinché gli iscritti e chi ricopre ruoli di responsabilità possano confrontarsi nei luoghi preposti in un franco e costruttivo scambio dialettico – dice il commissario – ma la priorità è il referendum”.

E proprio contro Ermini ha tuonato il segretario savonese del Pd Fulvio Briano che oggi ha rassegnato le dimissioni: “Siamo commissariati, e io penso che questo commissariamento stia durando da troppo tempo. Nessuno lo dice, ma io credo questa sia la realtà delle cose – dice Briano – Penso inoltre che il partito, a livello nazionale, abbia sbagliato ad aprire la campagna referendaria sotto elezioni amministrative: anche questo è stato un elemento che non ci ha portato bene, ci ha diviso su un tema per alcuni molto importante che è la riforma della costituzione. Anche questo è stato un voto politico, non dobbiamo dimenticarlo: quando si va a votare, anche alle amministrative, nelle città importanti la politica nazionale fa tanto. Io penso che forse si sarebbe dovuto aspettare almeno la fine delle elezioni amministrative”.