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‘Ndrangheta, rifiuti e famiglie “invisibili”. Lavagna, l’incertezza dopo il terremoto

Non è escluso che la prefettura possa chiedere al Viminale l'accesso antimafia al Comune di Lavagna

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Lavagna. “L’amministrazione comunale di Lavagna andrà avanti per via ordinaria con il vicesindaco facente funzioni”. Ma non è escluso che la prefettura possa chiedere al Viminale l’accesso antimafia al Comune di Lavagna, eventualità prevista proprio dalla legge Severino.

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E’ l’ipotesi che emerge oggi dopo la decisione, in base alla legge Severino, di sospendere il sindaco Giuseppe Sanguineti e un consigliere comunale Massimo Talerico, agli arresti domiciliari da ieri con l’accusa di abuso d’ufficio e voto di scambio.

Otto gli arrestati, tra cui il sindaco Sanguineti, il consigliere comunale con delega e l’ex parlamentare Mondello, nell’ambito della vasta operazione di Polizia “I Conti di Lavagna” che ieri ha causato un vero e proprio terremoto nel comune rivierasco ligure.

Al centro i rapporti tra politica e ‘ndrangheta, la gestione illecita dei rifiuti, il clima di minacce e paure e allo stesso tempo lo scambio di favori personali e politici.

Intanto oggi c’è stata la prima riunione di maggioranza, stamani, in Comune. “Il nostro gruppo non vive alla giornata, vive alla mezza giornata – il commento di consiglieri e assessori del gruppo ‘Movimento per Lavagna’ che ha espresso il sindaco e il
consigliere arrestati -. Non sappiamo niente e le vicende le apprendiamo dai siti e dai giornali”. L’unica certezza “è che il
morale è molto basso e non si hanno ancora chiare le prossime decisioni”.

Il gruppo si è riunito sotto la presidenza del vicesindaco facente funzioni Luigi Barbieri, che è solo indagato e quindi
nelle facoltà di governare. “L’unica possibilità al momento è aspettare – hanno detto -, vedere cosa emerge e prendere
decisioni ognuno secondo coscienza. Non escludiamo un passo indietro ma non escludiamo nemmeno di rimanere in Comune.
Vogliamo cercare di capire anche perché per ora non ne sappiamo niente. Ognuno di noi valuterà secondo coscienza e poi vedremo.
Per ora siamo qui con la consapevolezza e la tranquillità di chi ha la coscienza pulita e non ha fatto niente”.

In attesa degli sviluppi dell’inchiesta, è pronta una mozione di sfiducia per il sindaco Sanguineti e la sua amministrazione. Lo ha annunciato il consigliere del Movimento 5 Stelle, Alessandro Lavarello. “Presenteremo richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale, per discutere una mozione di sfiducia al sindaco e alla giunta ai sensi dell’art 52 del testo unico degli enti locali. Invitiamo tutti i componenti della minoranza a sottoscriverla, così come i componenti della maggioranza che
decideranno di tutelarsi e prendere le distanze dalla ‘ndrangheta”.

Dall’altro gruppo di opposizione, Uniti per Lavagna, il consigliere Mauro Caveri scrive che “la continuità dell’azione amministrativa risulta fortemente compromessa per i provvedimenti cautelari restrittivi applicati a un consigliere comunale e al sindaco, con il vicesindaco indagato nell’ambito della stessa vicenda”.