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Mercato del Pesce a Ca’ de Pitta tra tre settimane. Piazza: “Soluzione ideale è progetto degli operatori”

Genova. Un’attività di messa in sicurezza da parte del Comune di Genova che è cominciata questa mattina, in contemporanea al secondo sopralluogo da parte della Asl che ha elaborato un elenco di prescrizioni. Il trasferimento a Ca’ de Pitta fra tre settimane che potrà durare alcuni mesi.

Sono questi i punti fermi per uscire dall’emergenza dopo la chiusura del Mercato del Pesce, decisa con ordinanza del sindaco e poi ritrattata dopo le proteste e una contrattazione con gli operatori che questa mattina sono potuti tornare a lavorare in uno spazio limitato e con un orario ridotto (e il divieto di accesso al pubblico).
Si andrà avanti così fino al trasferimento a Molassana, ma su quello che verrà dopo regna l’incertezza. “Il filo con gli operatori che va avanti da mesi non si è mai interrotto” spiega l’assessore Piazza che oggi ha riassunto in aula le vicende degli ultimi mesi a partire dalla proposta si spostare il mercato ittico a Bolzaneto, proposta a cui gli operatori hanno risposto costituendo una rete d’impresa allo scopo di prendere in carico l’attuale struttura di piazza Cavour per creare un progetto che insieme al mercato tradizionale racchiuda iniziative didattiche sulla filiera corta, di ristorazione e promozione turistica nello stesso luogo. Il tutto dopo un lavoro di messa in sicurezza e valorizzazione dell’edificio che prenderebbero in concessione.
Oggi in aula il sindaco Doria sembrava poco convinto dell’opzione sopratutto per le problematiche legate alla collocazione e alla viabilità, mentre Piazza ribadisce: “A me quell’ipotesi convince pienamente, ne sarei felicissimo e continueremo a lavorare in quella direzione”.

In aula tuttavia sindaco e giunta sono stati pesantemente attaccati dall’opposizione con Lilli Lauro che ha chiesto le dimissioni del direttore dello sviluppo economico di Tursi, dal capogruppo della Lega Nord Alessio Piana, da Enrico Musso che ha ironizzato sulla “tempestività di una decisione che arriva dopo 10 anni”, ma anche dalla consigliera del Pd Cristina Lodi che ha chiesto una “maggiore condivisione tra amministrazione e maggioranza su decisioni di questo tipo che mettono in crisi i lavoratori e una città, tanto più se vengono contraddette a distanza di due giorni”.