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Lo scontro Doria-Toti si sposta sul concerto del 2 giugno. Il Comune:” L’approssimazione non è smart”

Tursi replica alle lamentele di Toti circa le difficoltà poste dal comitato vigilanza del pubblico spettacolo

Genova. Finito (forse), e con un pessimo finale, il battibecco sulle proiezioni in piazza De Ferrari, la polemica si sposta sul concerto del 2 giugno. Ieri infatti il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nella lettera inviata a Doria in cui annunciava ufficialmente di rinunciare all’iniziativa a causa dei troppi paletti messi proprio dal Comune, lamentava che anche per il concerto del Carlo Felice in piazza di domani sera erano state poste diverse “difficoltà dalle strutture comunali in materia di vigilanza sul pubblico spettacolo”

E oggi da palazzo Tursi l’amministrazione replica: “Per lo svolgimento di qualsiasi manifestazione esistono adempimenti e obblighi stabiliti dalle norme legislative e regolamentari, anche regionali, cui la stessa Amministrazione comunale si adegua quando organizza spettacoli, celebrazioni o eventi pubblici di questo tipo. La Commissione comunale di vigilanza, di cui fanno parte tra gli altri Vigili del Fuoco e A.S.L., è tenuta a verificare le condizioni di sicurezza necessarie (impianti elettrici, montaggio ponteggi, collaudo statico del palco, etc.). Una corretta e tempestiva predisposizione degli atti e della documentazione, avrebbe evitato ritardi e difficoltà – dicono dal Comune – l’approssimazione non va scambiata per efficienza “smart”.

“Il Comune di Genova continuerà ad adoperarsi perché la celebrazione dell’anniversario della Repubblica, con il concerto del Teatro Carlo Felice, sia una festa di tutti e per tutta la città”.