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Lavagna, il sindaco “accondiscendente” con i Nucera a cui chiese di far votare Paita alle Regionali: “E’ utile per avere una mano con i depuratori”

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Genova. Il sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti, ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Comune, “si presta alla realizzazione degli scopi della famiglia Nucera avendone ottenuto l’appoggio elettorale e non dimostra di gestire il ruolo di cui e’ investito in funzione del’interesse pubblico, ma
si’ per soddisfare interessi personali”. Lo scrive il gip Carla Pastorini nella sua ordinanza.

Sanguineti teme i clan, come emerge dalle intercettazioni ambientali come si evince dal caso del rinnovo del contratto della stazione di trasbordo dei rifiuti gestita dai Nucera.
Sanguneti deve rinnovarla perche’, si sente nelle intercettazioni, “ho paura che mi facessero saltare la macchina minimo! Come a Costa, 20 anni fa, quando gli hanno sventrato
tutti i capannoni… E con questo sappiamo con chi abbiamo a che fare….”. Il sindaco, inoltre, viene chiamato da Paolo Nucera che gli chiede di celebrare le nozze di sua figlia, quando per norma lo fa il vice sindaco. “Sanguineti – scrive il gip – acconsente con accondiscendenza”.

Ma l’ex sindaco e’ anche in grado di chiedere favori per il suo tornaconto politico. Come quando Sanguineti chiede al telefono con Antonio Nucera di attivarsi per fare votare Raffaella Paita (attuale capogruppo del Pd in Regione e all’epoca candidata per la presidenza della regione) alle primarie del Pd “che e’ utile per farmi avere una mano coi depuratori”.