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Lettere al direttore

Lac: “Riapre la caccia al capriolo. 800 da ammazzare per divertimenti in provincia di Genova”

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Riapre la caccia al capriolo – più di 800 da ammazzare per divertimento in Provincia di Genova

Emanati nei giorni scorsi dalla Regione i provvedimenti per la riapertura in ciascuna provincia ligure della caccia al capriolo, la cui stagione venatoria per il maschio inizia oggi 1 giugno per concludersi il 15 luglio.

Il tiro a segno al capriolo maschio proseguirà dal prossimo 15 agosto al 30 settembre. Le femmine e i piccoli dell’anno di capriolo saranno invece abbattibili dal 1 gennaio al 15 marzo 2017. La tecnica ammessa è quella dell’uso di carabina a caricamento singolo manuale (bolt-action) munita di cannocchiale di mira.

Meno stringenti dell’anno scorso le nuove regole, criticate dalle associazioni ambientaliste:

– sparisce l’obbligo di utilizzare solo munizioni atossiche (con palle uniche in rame) per prevenire l’avvelenamento delle carni con frammenti di piombo;
– sparisce l’obbligo, a fini di sicurezza, di utilizzo delle pettorine ad alta visibilità (una vera deregulation-vergogna)
– aumenta da uno a due il numero dei possibili “accompagnatori” disarmati del cacciatore, col rischio di facilitare implicitamente comportamenti irregolari di “battuta” , attualmente vietati
– la caccia al capriolo maschio potrà avvenire anche in forma di “cerca”, oltre che da appostamento.

La caccia al capriolo frutta all’Ambito Territoriale di Caccia (ATC), l’organismo venatorio privatistico incaricato dalle Regione dei censimenti, dai 30 euro per un giovane, ai 150 euro per un maschio di due o tre anni con il palco, come quota versata dai “cecchini” abilitati, per ciascun capo da abbattere. Per la Provincia di Genova è stato previsto un contingente abbattibile di oltre 800 (ottocento) esemplari.

Una piccola mattanza che fa seguito alla presenza, lo scorso 28 maggio, dell’assessore all’Agricoltura e caccia, il leghista Stefano Mai, all’inaugurazione del centro recupero animali selvatici di Campomorone ; “prima ti sparo e poi ti curo”, sembrerebbe il recente motto regionale.

Lega Abolizione Caccia