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Il Baiardo ha festeggiato i suoi primi settant’anni fotogallery

Nel segno della continuità, c'è stata la partecipazione di tutte le persone che in passato e tutt'oggi hanno aderito e aderiscono con grande passione, sacrificio, senso di appartenenza al 'pianeta baiardino

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Genova.  Nello scorso week end si è svolta la grande festa dell’Angelo Baiardo, blasonata e storica società genovese, che ha festeggiato il settantesimo anno di vita.

E’ Roberto Erriu (che assieme al presidente Sergio Baiardo, Gattiglia, Vigo, Briozzo, Staiti e Brun forma il consiglio direttivo della società nero-verde) a parlarci dello sviluppo della manifestazione.

“E’ stato un ritrovo fortemente voluto da tutto l’ambiente – ci dice Erriu – e nel segno della continuità, c’è stata la partecipazione di tutte le persone che in passato e tutt’oggi hanno aderito e aderiscono con grande passione, sacrificio, senso di appartenenza al ‘pianeta baiardino’; basti pensare che il nostro impianto, il ‘Guerrino Strinati’ è l’unico in Genova, costruito grazie soltanto al volontariato e di questo siamo fieri”.

“Il primo momento di festa ha visto la sfilata di tutto il settore giovanile calcistico (300 atleti) e tennistico – continua Erriu – ed è stato bellissimo vedere entrare la nostra prima squadra, che teneva per mano la leva dei ragazzini più giovani (2009/10)”.

“La società ha voluto premiare due giocatori, che partendo dal nostro settore giovanile hanno spiccato il volo tra i professionisti, Christian Puggioni, portiere della Sampdoria e Alessio Sabbione, che negli ultimi due anni ha conquistato due promozioni in serie A con Carpi e Crotone”.

Sono state consegnate targhe di riconoscimento ai dirigenti più anziani, mentre la performance dei Buio Pesto – sul palco montato dentro il campo – ha chiuso la manifestazione.

E’ stato anche presentato il nuovo organigramma tecnico per la stagione 2016/17, che prevede la conferma di mister Guido Poggi e di tutta la rosa, retrocessa in Promozione, alla quale – ci dice ancora Erriu – “è stata concessa la possibilità di provare a ritornare in Eccellenza“.

Davvero una grande famiglia, quella dei “draghetti”.