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I-Lavet, dopo 390 chilometri in otto giorni primeggiano Marco Caso e Ivana Bertasa

L'evento ha mostrato il proprio potenziale con un format capace di accompagnare corpo e mente in un viaggio unico

Rezzoaglio. Con l’arrivo ad Airole si è conclusa la prima edizione di I-Lavet, Liguria Alta Via Epic Trail, l’ultra trail a tappe che si è corso lungo l’Alta Via dei Monti Liguri coprendo una distanza di 390 chilometri e oltre 14.000 metri di dislivello attraverso le montagne e le valli dell’entroterra.

Il runner che nel complesso ha coperto le otto tappe nel minor tempo è il genovese Marco Caso con 51 ore e 7 minuti, ma in realtà, come lui stesso ci ricorda all’arrivo di Airole, aver portato a termine questa lunga traversata è di per se una vittoria che va attribuita a tutto il gruppo di atleti che si è sostenuto e incoraggiato quotidianamente. “Il podio è uno solo oggi, è fatto da un unico cubo e ci siamo sopra tutti”, dichiara.

Secondo chiude Giovanni De Prati con il tempo di 51 ore e 43 minuti, mentre terzo è Roberto Pittaluga con il tempo di 54 ore e 30 minuti. Prima donna è la lombarda Ivana Bertasa, che ha mostrato doti di resistenza e caparbietà al pari dei compagni maschi chiudendo con il tempo di 57 ore e 16 minuti

Dopo la partenza da Bolano di sabato 18 giugno, le prime tappe sono servite ai runner per familiarizzare con il format di gara che prevede il pernotto in tenda nei campi base e la ripartenza l’indomani, ma soprattutto i primi chilometri di corsa sono stati utili per conoscersi meglio e instaurare il rapporto giusto per intraprendere questa che a tutti gli effetti è un’avventura di gruppo.

Ben presto però già a partire dalla terza tappa si sono cominciate a vedere le prime fughe e così ognuna delle otto stage è stata una storia a sé con vincitori differenti e aneddoti particolari. Due su tutti sono stati la partecipazione del mitico Marco Olmo e di Cecilia Mora, campionessa del mondo di corsa in montagna.

Marco ha preso parte alla One Day Rifugio Pian dei Corsi-Pian dell’Arma tagliando il traguardo divertito e soddisfatto della giornata così come e Cecilia al via alla tappa conclusiva Pigna-Airole che invece ha avuto l’occasione di vivere l’emozione di tagliare il traguardo finale assieme a tanti amici.

Da Bolano, passando per Sesta Godano, Rezzoaglio, Livellato, Sassello, Rifugio Pian dei Corsi, Rifugio Pian dell’Arma, Pigna e Airole in un costante sali e scendi tra strade bianche, sentieri e mulattiere, i runner hanno corso incessantemente tappa dopo tappa, giorno dopo giorno, facendo i conti con quello che a detta di tutti è il più grande degli ostacoli, l’incognita di come il fisico avrebbe reagito l’indomani alla richiesta di affrontare l’ennesima fatica.

Ivana Bertasa pochi istanti prima della partenza ha affermato: “Sono venuta qui per divertirmi e per scoprire volti nuovi dell’Alta Via dei Monti Liguri che in parte conosco, ma soprattutto per mettermi alla prova, per conoscere ancora più a fondo quelli che possono essere i miei limiti”.

In sette giorni gli atleti hanno attraversato un’intera regione lasciandosi ogni volta alle spalle ambienti sempre diversi, con paesaggi e scorci unici, dalle verdi praterie del passo Cento Croci, ai suggestivi panorami a picco sul mare del Parco del Beigua, passando per le verdi faggete del Melogno e della Barbottina, finendo sugli aspri versanti montani della Alpi Liguri tra i quali svetta il monte Saccarello a 2.200 metri.

“Sono felicissimo che il meteo sia stato dalla nostra – dice Marco Caso -. Io corro e mi alleno su queste montagne e il fatto che tutti i miei compagni di viaggio ne abbiano potuto ammirare la bellezza mi riempie di gioia”.

I-Lavet coglie l’occasione per ringraziare Ospitalità Alta Via, tutte le strutture ricettive, i volontari e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa prima manifestazione e dà appuntamento a tutti i runner che hanno voglia di intraprendere questo incedibile viaggio alla prossima edizione del 2017.