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Goletta verde riparte da Genova per dire no al greggio nel Mediterraneo foto

Legambiente: "In Liguria abbiamo 32 stabilimenti a rischio di incidente rilevante, e almeno la metà di questi trattano olii minerali"

Genova. Un appello al governo per chiedere di avviare subito una verifica a livello nazionale sulle effettive condizioni degli impianti petroliferi presenti lungo la Penisola e sui relativi piani di intervento antinquinamento. Parte da qui l’attività di Goletta Verde, la storica imbarcazione ambientalista che riprende, proprio da Genova, due mesi dopo l’incidente all’oleodotto Iplom, il suo viaggio lungo la Penisola per difendere i mari e le coste italiane.

goletta verde 2016

Un tour nel corso del quale saranno affrontate le vertenze più impellenti, come quella contro le fonti fossili che accompagnerà anche quest’anno l’imbarcazione in ogni porto o quella contro gli scarichi illegali e la mancata depurazione ma, sopratutto, sarà chiesta grande attenzione ai rischi da idrocarburi. “Noi iniziamo la nostra campagna da Genova con un’iniziativa alla quale teniamo molto – spiega Francesca Ottaviani, Portavoce di Goletta Verde – per mantenere alta l’attenzione sul rischio di idrocarburi nel nostro mare e sulle nostre coste. Il mar Mediterraneo, infatti, è interessato da traffici molto intensi di prodotti petroliferi e questo è un problema in un’area preziosissima per gli ecosistemi marini”.

Da Genova, quindi, parte un appello alla sicurezza dei depositi e dei trasporti ma anche la richiesta di un superamento delle fonti energetiche fossili. Un messaggi che parte da una regione che vive una situazione ambientale abbastanza complessa.

“In Liguria abbiamo 32 stabilimenti a rischio di incidente rilevante – sottolinea il presidente di Legambiente liguria, Santo Grammatico – e almeno la metà di questi trattano olii minerali. Sono depositi con reti di oleodotti che, nel caso Iplom abbiamo visto il danno che possono causare. Si tratta di impianti sui quali noi iniziamo a chiedere la riconversione. Noi crediamo sia possibile in un medio- lungo termine per superare i livelli di pericolosità e per consentire ai cittadini – conclude Grammatico – di vivere in un ambiente salubre, senza rischi ma con posti di lavoro perché oggi convertire questi impianti e’ possibile”.