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Frana Arenzano, De Ferrari (M5S): “Odissea senza fine, cantieri lumaca e vecchia politica assente”

Arenzano. “E alla fine siamo arrivati a dicembre. Bisognerà attendere addirittura Natale perché il traffico sull’Aurelia torni alla normalità, in seguito alla frana dello scorso marzo. Ennesima beffa di un’odissea che sembra non conoscere fine, a distanza di pochi giorni dalla marcia spontanea di centinaia di cittadini, esasperati dalla disastrosa gestione del post-emergenza da parte del Comune di Arenzano, di (Fr)Anas e della Regione Liguria”. Lo dice Marco De Ferrari, portavoce del M5S in Regione.

“Da una parte c’è un’amministrazione comunale inerte che in tre mesi non è stata in grado di mettere in campo alcun provvedimento concreto (pur nelle proprie competenze), scegliendo di lasciare tutto nelle mani di Anas. Il tutto senza neppure trovare il tempo per convocare una riunione pubblica e confrontarsi con i propri concittadini. Dall’altra una Regione che approva la variazione di bilancio per destinare 500mila euro al ripristino dell’Aurelia, ma si guarda bene dal ricordare che i fondi saranno richiesti indietro ad emergenza conclusa. A questo punto ci chiediamo: su chi rifarà la Regione? Sui privati che saranno giudicati responsabili del danno? Su Anas? Oppure, come temiamo, saranno tutti i liguri a ripagarli sotto forma di tasse, finanziando uno spot elettorale costruito letteralmente sulle macerie? Non abbiamo bisogno di mancette ma di una Regione che sfrutti tutte le proprie competenze per una vera lotta al dissesto idrogeologico e per garantire tempi certi e rapidi per la riapertura del tratto”, prosegue.

“Infine, Anas e il suo crono-programma da lumaca che lascerà isolato per mesi un intero territorio e, soprattutto, i suoi ospedali: con i pazienti costretti a prendere l’autostrada (rischiando code chilometriche) per raggiungere il vicino pronto soccorso di Voltri. Cosa accadrebbe in caso di codice rosso? Alla fine, come sempre, a pagare saranno i cittadini, costretti a scavalcare l’Aurelia con il proprio mezzo privato, pagando quotidianamente pedaggi a fronte di rimborsi annunciati e arrivati col contagocce. Senza contare i disagi alle piccole imprese locali legate al turismo, alle prese”, termina.