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Fegino, c’è ancora petrolio nel letto del Pianego. Il comitato: “Istituzioni ci convochino”

Tra piogge e movimentazione terra la messa in sicurezza non è ancora finita. E gli abitanti attendono i dati epidemiologici (e il sindaco)

Genova. E’ quasi pronto l’esposto contro la Iplom degli abitanti di Fegino che nel frattempo si sono costituiti ufficialmente in comitato, ma nel quartiere a due mesi dal disastro l’emergenza petrolio sembra tutt’altro che finita. “Da quando hanno tolto le panne perché lamentavamo la presenza di pozzanghere piene di mucillagini – spiega Antonella Marras, neo presidente del comitato di quartiere – il petrolio ha ricominciato a riaffiorare. Così non solo gli operai hanno dovuto riposizionarle e ricominciare ad aspirare ma contemporaneamente stanno rimestando la terra così il rio sembra asfaltato ma il petrolio sotto persiste”.

Secondo quanto riferito da alcuni abitanti gli stessi tecnici della città metropolitana sarebbero rimasti perplessi dopo l’ultimo sopralluogo facendo capire che la situazione è più difficile di quanto si aspettassero.

In tutto questo gli abitanti chiedono che venga riconvocato un tavolo con tutti i soggetti per fare il punto con i dati di Arpal e con quelli dei carotaggi e sia definito il piano della bonifica: “Dei dati non sappiamo più nulla visto che Arpal non aggiorna il sito da maggio. Contemporaneamente scopriamo dai giornali che Iplom vorrebbe ricominciare a lavorare ad agosto, ma in queste condizioni per noi è inaccettabile”.

“L’obiettivo della sistemazione, nell’ambito della fase di messa in sicurezza – spiega l’assessore alla protezione civile di Tursi Gianni Crivello – è solo quello di pareggiare l’alveo del fiume affinché non si creino pozze, rimuovendo la parte oleosa mobile e maggiormente impattante in termini organolettici , per lasciare gli alvei nelle migliori condizioni tecnicamente possibili, rimandando ulteriori interventi di bonifica a successive fasi”.

Sarebbe proprio il movimento di mezzi meccanici secondo Crivello, che si è confrontato con i tecnici della città metropolitana a far sì che il terreno, “sottoposto a stress meccanico sia in grado di rilasciare tracce di idrocarburi in acqua, questo anche a causa delle recenti piogge, ma il problema dovrebbe rientrare nelle prossime ore”. “La settimana prossima – aggiunge l’assessore – sono già in programma nuovi campionamenti in contraddittorio con Iplom dei sedimenti negli alvei dei rii Pianego e Fegino per verificarne lo stato di contaminazione mediante specifiche analisi chimiche di laboratorio”.

Crivello, nonostante la competenza diretta sia oggi non più tanto della Protezione civile quanto dell’assessorato all’Ambiente, continua a mantenere un filo diretto con gli abitanti di Fegino e ancora ieri ha effettuato un sopralluogo: “La prossima settimana convocherò un tavolo con tutti i soggetti” assicura. Gli abitanti lamentano invece l’assenza del sindaco Doria che “durante la sua vista a Fegino, aveva promesso un ritorno dopo 15 giorni quindi intorno al giorno 8 di maggio mentre. siamo metà Giugno nessuno lo ha più visto. Sempre il sindaco aveva promesso la pubblicazione dei dati epidemiologici, per ricordare la cosa in 5 comitati abbiamo fatta una richiesta scritta ad oggi la risposta e’ nulla.