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Ericsson, Doria e Rixi: “Azienda deve illustrare le sue strategie al Governo”

I sindacati: "Nuova convocazione entro lunedì o torneremo in piazza"

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Genova. “Riteniamo che sia stato molto grave che Ericsson all’ultimo momento abbia rifiutato di partecipare a un incontro riducendo il tutto ad una questione di esuberi da affrontare nelle diverse sedi delle associazioni industriali quando qui si tratta invece di ragionare sulla presenza di Ericsson in Italia. E’ per questo che chiediamo che il governo convochi l’azienda ed Ericsson ha il dovere di andare  dal governo della repubblica italiana ad illustrare le sue strategie in un modo formale”. Lo ha detto il sindaco di Genova Marco Doria al termine dell’incontro in Prefettura a cui ha partecipato insieme all’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi e ai sindacati a un tavolo locale sulla vertenza Ericsson.

Doria prima dell’incontro ha anche preso il megafono in mano per ribadire la sua vicinanza ai lavoratori in una trattativa che ha definito “dura” e ha risposto indirettamente al sottosegretario del Mise Teresa Bellanova che ieri sera aveva dichiarato che il Mise avrebbe obbligato Ericsson a sedere a un tavolo solo al termine dei 45 giorni previsti per trattativa nell’ambito della procedura di mobilità che per Genova riguarda 147 dipendenti. “Parallelamente al tavolo presso il ministero del Lavoro nell’ambito della procedura di mobilità- ha detto il sindaco – ci deve essere un tavolo presso lo Sviluppo economico dove si svolga una riflessione di tipo industriale”.

Per l’assessore Rixi “serve un piano forte che consenta di trovare strumenti efficaci che facciano rimanere Ericsson in Italia”.

Lavoratori e sindacati si sono dichiarati “soddisfatti dall’unità di intenti delle istituzioni locali e dall’incontro con il Prefetto Fiamma Spena che si è impegnata ad inviare entro la giornata una lettera al Governo per illustrare quanto emerso dall’incontro – spiega Marco Paini dell’rsu di Ericsson – ma se entro lunedì non arriverà una nuova convocazione torneremo in piazza”.