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Emangiomi infantili: 300 bambini trattati al Gaslini di Genova

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Genova. Collaborazione, diagnosi precoce e nuove terapie farmacologiche: questi gli ingredienti proposti dalla SISAV (Società Italiana per lo Studio delle Anomalie Vascolari) e dalla SIDerP (Società Italiana di Dermatologia Pediatrica), per la gestione e il trattamento degli emangiomi infantili, tumori vascolari che ogni anno colpiscono 22.600 bambini in Italia. Se ne è parlato nel corso dell’incontro “Approccio multidisciplinare interattivo dei tumori vascolari” tenutosi il 10 giugno a Genova, presso il Centro Internazionale di Studi e Formazione Germana Gaslini, che fa parte di un ciclo di appuntamenti itineranti dedicati agli specialisti sulla gestione della patologia, partiti da Roma a metà marzo e realizzati con il contributo non condizionato di Pierre Fabre.

L’incontro è stato un momento di formazione basilare sia per tutti gli specialisti che si prendono cura della salute dei bambini, dai neonatologi ai pediatri, dermatologi, radiologi e cardiologi, sia per i medici che si occupano del trattamento dei tumori vascolari, un gruppo di patologie non del tutto note, sulle quali sussiste ancora poca conoscenza anche tra i genitori. Come sottolineato il dottor Pietro Dalmonte, Chirurgo Vascolare e Ex – Responsabile Centro Angiomi dell’Istituto Gaslini di Genova, permangono, infatti, ancora idee erronee intorno a questa patologia, come quella che esista solo una tipologia di emangiomi, diversamente da quanto espresso dalla classificazione dei tumori vascolari del maggio 2014, che ha consentito una netta distinzione tra i vari tipi di emangiomi, e che si tratti sempre di una patologia a regressione spontanea, per la quale la terapia non è mai necessaria. Al contrario, esiste un 10-12% di casi in cui è richiesto l’uso di un trattamento farmacologico, da avviare molto precocemente, per scongiurare conseguenze fisiche (funzionali, per la vita), psicologiche ed estetiche anche molto gravi.

E’ pertanto necessario costruire una rete di centri multidisciplinari specializzati in cui siano presenti e lavorino in sinergia operatori esperti (medici e infermieri) capaci di prendere in cura globalmente il paziente e far fronte a tutte le possibili conseguenze che può comportare un emangioma infantile.

“Il successo della terapia parte da una corretta diagnosi precoce” ha proseguito il dottor Dalmonte “Oggi gli specialisti possono contare su una terapia farmacologica, a base di propranololo in soluzione orale con l’indicazione specifica[i]. Un farmaco ad azione betabloccante, capace di arrestare la fase proliferativa degli emangiomi infantili e di favorirne un rapido processo involutivo, che si è dimostrato efficace nel trattamento degli emangiomi in oltre il 90% dei casi. Vengono trattati sia gli emangiomi cutanei critici, in particolare quelli localizzati su zone ad alto impatto estetico come il volto o su zone ad alto rischio funzionale, come sul naso, l’orecchio e le labbra, sia gli emangiomi viscerali, localizzati in sedi come la laringe, che possono mettere a rischio la vita del paziente. Presso il Centro Angiomi afferiscono circa 400 bambini ogni anno, di cui circa 50 sono trattati farmacologicamente, con ottimi risultati” conclude il dottor Dalmonte