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Due ancore e un cannone, i reperti nel mare di Bogliasco: le regole per i sub foto

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Bogliasco. Una svolta al turismo subacqueo di Bogliasco potrebbe essere dato da due ancore e un cannone, probabilmente del diciassettesimo secolo, rinvenuti nel 2014, grazie all’accordo firmato oggi nella Capitaneria di Porto di Genova fra il l’ammiraglio Giovanni Pettorino e il soprintendente ai Beni Archeologici della Liguria Vincenzo Tinè, alla presenza del neo sindaco di Bogliasco Gianluigi Brisca.

Reperti nel mare di Sori

Adesso chi vuole immergersi nel mare di Bogliasco per ammirare i reperti può farlo rivolgendosi ai diving convenzionati. Ma il progetto di Tinè è più ambizioso e punta alla creazione di un parco regionale di archeologia marina: per ammirare i tanti beni adagiati nel fondali del mare Ligure, dal relitto della nave romana con 10 mila anfore di Albenga dove, negli anni ’50, ci fu il primo scavo di archeologia subacquea al mondo, ai resti di navi e armi risalenti all’epoca napoleonica nel mare di Capo Noli.

Del progetto del parco ligure dei beni archeologici subacquei si è parlato oggi nella sede della Capitaneria di Porto di Genova dove, però, si è sottolineato come fra vascelli e anfore, in Liguria ad affascinare maggiormente i sub (in Italia gli appassionati sono 500 mila) rimane il relitto della nave Haven di Arenzano. Come ha precisato Simon Luca Trigona, responsabile dei subacquei della Sovraintendenza beni archeologici liguri. Lì ogni anno si tuffano 10 mila sub provenienti da ogni parte del mondo. Un numero che rende il sito fra i più visitati d’Italia.