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Detriti al Campasso, ribassata soglia di smarino: botta e risposta in Regione

Genova. Botta e risposta ieri sullo smarino del Campasso nel corso della IV Commissione regionale. “Lo smarino, non supererà i 65 mila metri cubi contro i 150 mila autorizzati dalla Giunta Toti nel novembre scorso”, ha reso noto il consigliere regionale del Pd Pippo Rossetti. “L’impianto di frantumazione inoltre opererà soltanto per un anno e unicamente per il nodo del Campasso e non per tutto il nodo ferroviario genovese – prosegue la nota -. Sempre nel corso dell’audizione odierna Arpal non ha escluso di poter accogliere la proposta del Pd di aprire uno spazio sul proprio sito Internet sul nodo del Campasso in modo da dare visibilità immediata ai dati ambientali che interessano tutti i cittadini. Il Pd ha poi formalizzato la richiesta di garantire la presenza dei comitati e del Municipio all’interno dell’osservatorio. E’ stato confermato che tutti gli organi di controllo escludono rischi per la salute dei cittadini. Il gruppo Pd, comunque, continuerà a chiedere i dati non solo del trattamento dello smarino e del frantoio, ma anche dello smaltimento delle pietre verdi presenti nel secondo cantiere, quello di Rfi. Questo materiale verrà trattato come rifiuto speciale, visto che, pur non presentando rischi per la salute secondo le norme in materia, contiene amianto”.

Immediata la replica della giunta, per bocca dell’assessore Giampedrone. “Non è stato certo per il Pd se la soglia di smarino proveniente dai cantieri del Nodo ferroviario di Genova  e diretta al cantiere della Ferrovia del Campasso è stata rivista al ribasso e abbassata a circa 65.000 metri cubi – la risposta – Merito del nostro impegno e dell’ascolto costante dei cittadini e dei comitati con cui da subito ci siamo confrontati, recependo le loro istanze e decidendo così di rivedere la richiesta che a suo tempo era stata fatta dalle Ferrovie per il conferimento di 150.000 metri cubi di terra”.

L’assessore regionale all’Ambiente ha poi aggiunto: “A seguito dei comitati e grazie al tempestivo intervento dei nostri uffici regionali  – continua Giampedrone – siamo riusciti a portare a casa il risultato che i cittadini si aspettavano, con la soddisfazione di poter utilizzare le terre per la bonifica della zona, attraverso la realizzazione di dune di separazione tra l’abitato del Campasso e il parco ferroviario vero e proprio e per ottenere una nuova viabilità per il quartiere”.

“Grazie al dialogo con Ferrovie  – ha concluso Giampedrone – stiamo inoltre trovando una soluzione ulteriore per conferire il materiale residuo da lavorare, non più destinato al Campasso, al servizio dell’intero Nodo Ferroviario. Sarà compito della ASL, della Città Metropolitana, oltreché del Comune di Genova vigilare e monitorare polveri e rumore”.