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Chiavari, il sindaco querela: “Gravissime le accuse di contaminazione ‘ndranghetista”

Chiavari. “La mia è un’amministrazione trasparente che non ha nulla da nascondere, sarò pertanto ben lieto di rispondere in tutte le sedi a quanti hanno sentenziato attraverso i media online”.

Così il sindaco Roberto Levaggi risponde agli attacchi della minoranza dopo le vicende di Lavagna e le dimissioni dell’assessore Mignone.

“Ho letto attentamente gli attacchi infondati alla mia amministrazione da parte di alcuni esponenti della  minoranza – scrive il sindaco in una nota inviata ieri sera tardi – che utilizzano strumentalmente le vicende di Lavagna per criticare la mia Amministrazione. Vorrei innanzitutto sottolineare che i rapporti tra l’ amministrazione comunale di Chiavari e quella di Lavagna sono ottimi da sempre, lo erano durante l’amministrazione  Vaccarezza così come in quella, subentrata, Sanguineti”.

“Non esistono accordi nascosti tra Lavagna e Chiavari – sottolinea il primo cittadino – se non quelli definiti alla luce del sole, ad esempio l’unione contro il depuratore comprensoriale voluto da un patto scellerato PD – Iren, che insieme  ad altri sindaci e alla Regione Liguria, forse, siamo riusciti a scongiurare.  I rapporti fra i due comuni, uniti anche  geograficamente dal fiume Entella, sono quindi rapporti di collaborazione e di buon vicinato: io ho sempre creduto e continuo a credere in un Tigullio unito e dialogante su tutti i temi”.

Poi un passaggio sulla vicenda giudiziaria: “Vorrei ricordare che il sindaco Sanguineti e Gabriella Mondello risultano attualmente indagati e, poiché siamo in uno stato garantista, dobbiamo aspettare i processi per giudicare le persone. Non capisco inoltre il perché delle sterili polemiche in merito alle dimissioni dell’assessore Mignone, in quanto lei stessa, in modo sereno e dimostrando correttezza estrema,  ha voluto fare un passo indietro per evitare vi fossero strumentalizzazioni contro l’amministrazione per episodi dai quali prende le distanze e che peraltro non riguardano assolutamente l’attività amministrativa”.

Maria Stella Mignone si è dimessa sabato sera dal ruolo di assessore alla Pubblica Istruzione e alla cultura. Secondo quanto emerso dall’inchiesta di Lavagna, il marito avrebbe chiesto un prestito ai Rodà, una delle famiglie indagate per l’associazione di stampo mafioso. Né lui né Mignone sono indagati.

Levaggi comunica poi che provvederà “a nome dell’amministrazione a querelare Alessandra Stagnaro per le inammissibili dichiarazioni in merito alle gravissime ed infondate accuse di ‘contaminazione ‘ndranghetista’ nei confronti dell’amministrazione chiavarese”. Questa mattina ha affidato al proprio  legale, le argomentazioni del caso per sporgere querela.

“Evidentemente la contrarietà della mia amministrazione e di quella di Lavagna al depuratore unico comprensoriale voluto da PD e Iren ha toccato qualche nervo scoperto alla consigliera e al Partito Democratico – conclude infine Levaggi – la mia amministrazione dirà No in tutte le sedi opportune al mega depuratore in colmata; è bene che anche su questa vicenda faccia chiarezza la magistratura”.