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Case popolari, niente più bando annuale e sconti per gli inquilini che risistemano gli alloggi

Nuovo regolamento ottiene l'ok in commissione ed è pronto per il voto in consiglio

Genova. E’ pronto per essere votato in consiglio comunale il nuovo regolamento per gli alloggi di edilizia popolare del Comune di Genova che si fonda su alcuni elementi innovativi. Oltre alla validità quadriennale della graduatoria, c’è la possibilità che il nuovo inquilino possa effettuare, con una successiva compensazione, operazioni di manutenzione ordinaria per un valore non superiore a 5.000 euro. Ancora: il regolamento prevede progetti di coabitazione sociale e prevede la possibilità di sistemazioni provvisorie per le famiglie temporaneamente in difficoltà.

Dopo le osservazioni formulate da associazioni di inquilini e municipi sono state apportate alcune lievi modifiche e precisazioni che sono state illustrate oggi in commissione dall’assessore Emanuela Fracassi. La riserva di alloggi per le forze dell’ordine scende dal 15% al 7%. E’ legittima la rinuncia a un alloggio senza perdere il posto in graduatoria in diversi casi fra cui se non è in condizioni adeguate, se presenta barriere architettoniche o se dista oltre 500 metri da bus per un soggetto che presenta problemi di tipo motorio, che devono essere certificati. I progetti di coabitazione sono su base volontarie e possono essere supportati da Sert, comunità, associazione e servizi sociali del comune. Per accedere al progetto gli interessati dovranno seguire un percorso sul progetto di convivenza.
Circa gli sfratti, che nel Comune di Genova sono circa mille l’anno, l’art. 20 del regolamento precisa che il Comune potrà intervenire (insieme ad Arte e alla Regione) alimentando il fondo a tutela della morosità incolpevole.

Oltre alle assegnazioni definitive saranno possibili assegnazioni provvisorie in casi di emergenza come per esempio quello per le donne vittime di tratta come richiesto dalla presidente di commissione Cristina Lodi. Rispondendo a un quesito del consigliere della Lega Nord Alessio Piana l’assessore Fracassi ha chiarito che i nomadi sgomberati dagli insediamenti abusivi “non hanno viste le regole previste per l’accesso, tra cui 5 anni di residenza sul territorio, ad accedere alle assegnazioni. Gli unici nomadi presenti in alloggi Erp – ha spiegato Fracassi – sono alcuni nuclei che arrivano dall’ex campo nomadi di via Adamoli che avevano caratteristiche molto stanziali”.

Infine, rispetto alle manutenzioni: “Il Comune fissa un tetto massimo di manutenzioni ordinaria di 5 mila euro e questa è la cifra che verrà poi scomputata dal canone di affitto, ma evidentemente ad eccezione delle certificazioni degli impianti obbligatorie per legge, le altre attività di manutenzione a cominciare dalla tinteggiatura degli alloggi, si possono svolgere in economia e quindi risparmiando anche molto rispetto alla cifra prevista”.

L’inquilino che aderisce al progetto di manutenzione deve però eseguirlo, pena la non assegnazione dell’alloggio. Al contrario, l’inquilino che non accetta un alloggio che necessita di manutenzioni non perde il posto in graduatoria in quanto anche in questo caso si tratta di un progetto su base volontaria.