Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Canneto il Curto, ieri l’ennesima maxi rissa. Commercianti esasperati da spaccio e violenza: “Ora basta, non prendeteci in giro”

"Dopo ogni protesta o incontro in Questura aumentano i controlli per pochi giorni, poi torna tutto come prima"

Genova. Ieri sera, poco prima delle 21 l’ennesima rissa con la lavagna del bar Paradise scagliata contro l’avversario di turno, le bottiglie prese dai cassonetti della differenziata e poi un coltello, spuntato improvvisamente, forse dalla vicina macelleria. E’ una storia di quotidiano degrado quella di via Canneto il Curto, da anni crocevia dello spaccio della ‘rive gauche’ del centro storico genovese, ma i commercianti ora non ne possono più.

“Se si limitassero a spacciare – dice amaro un negoziante – sarebbe perfino meno problematico ma tra rapine e risse ormai la gente evita di passare da qui, dopo che per anni le istituzioni si sono riempite la bocca con l’importanza di rivitalizzare il centro storico. Abbiamo speso un sacco di soldi per ristrutturare il locale e il risultato è questo”. La scorsa settimana i commercianti di Canneto hanno abbassato per protesta le serrande contro la violenza della zona tra spaccio, scippi e rapine. Risultato? “Per due giorni controlli serrati, poi il solito tran tran”. Nel pomeriggio, poco prima delle 19, arriva una pattuglia della polizia di Stato: “Arrivano e miracolosamente tutti scompaiono – dice un altro commerciante – come se qualcuno li avvertisse. La droga sparisce nei muri o nei negozi e appena le forze dell’ordine vanno via si ricomincia”.

Eppure i commercianti della zona, che hanno raccolto decine firme per presentare un esposto, non demordono e, nonostante preferiscano l’anonimato, mostrano sui cellulari i numeri appena digitati: in ordine polizia, carabinieri, vigili. Il Comune? “Abbiamo scritto una lettera all’assessore Fiorini nel 2014 – spiegano – con varie proposte per salvaguardare la zona, ma nulla è stato fatto. Vediamo se adesso che c’è la campagna elettorale il sindaco deciderà di fare qualcosa”.

Riunioni in Questura e in commissariato ma nulla è cambiato: “Dopo l’ultima riunione dove abbiamo partecipato come abitanti e commercianti per due settimane i controlli erano costanti. La polizia portava via gente e li hanno identificati tutti: quindi sanno esattamente chi sono, cosa spacciano e cosa fanno. Poi i controlli sono finiti e tutto è ricominciato come prima”. Solo una settimana fa il capogruppo dell’Udc a Tursi Alfonso Gioia aveva segnalato il persistere del problema con un’interrogazione in aula a Tursi e i commercianti ora non escludono azioni clamorose di protesta: “Ora basta, siamo disposti a tutto, basta che qualcuno si muova”.