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Brexit, genovesi a Londra: “Siamo sotto shock”. Lanciata petizione per secondo referendum

"Preoccupazione per gli stravolgimenti economici che potrebbero presentarsi in futuro nel Paese"

Londra. Sono tanti gli italiani e i genovesi che vivono in Inghilterra, in particolare a Londra, e anche per loro è stato un grosso scossone l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

“L’impatto è stato molto forte e siamo tutti sotto shock, parlo sia di amici, colleghi e conoscenti italiani e stranieri, sia inglesi”. Queste sono le prime parole della testimonianza di Samanta Chitollina, giornalista genovese freelance, che ora vive e lavora nella capitale inglese.

“A Londra è stata condotta una vasta campagna anti Brexit e questo ha sicuramente aiutato a distorcere la percezione dei londinesi rispetto al clima che si respira nel resto della Gran Bretagna, che è sempre stato ben più teso, soprattutto verso le politiche, migratorie e non, dell’UE”, prosegue.

Samanta continua spiegando che attualmente c’è un gran panico e tanta confusione sulle possibili conseguenze della Brexit, tanto che è già stata lanciata una petizione per un secondo referendum.

“In generale, mi sembra di avvertire che gli stranieri già residenti a Londra o in Gran Bretagna siano più preoccupati per gli stravolgimenti economici che potrebbero presentarsi in futuro nel Paese (una possibile recessione), più che pensare al proprio orticello o in quale Paese andare a vivere dopo la Brexit, senza contare quelli (soprattutto giovani) che vorrebbero trasferirsi in UK per studiare o lavorare”, racconta ancora.

“Siamo coscienti del fatto che questo processo richiederà tempo e che potrebbero svilupparsi diversi scenari, in generale c’è tanta delusione per un referendum su cui è stata fatta una vera e propria campagna elettorale incentrata sull’immigrazione – soprattutto quella a basso costo di manodopera – più che sull’informare i cittadini sul funzionamento dell’Unione Europea e le possibili conseguenze di una scissione. Nulla di nuovo e nulla di cui stupirsi, figuriamoci, ma non ci resta che pazientare e seguire gli sviluppi invece di farsi prendere dal panico”, conclude Samanta.

Nel frattempo sono arrivati anche i primi commenti dei politici liguri e genovesi, come quello del presidente della Regione, Giovanni Toti: “E’ una giornata certamente storica e molto preoccupante – ha commentato – La decisione dei Britannici di lasciare l’Europa è il frutto di molti errori fatti Bruxelles, errori che hanno molti padri. Una scelta in ogni caso di democrazia. Ora occorrono riflessioni e cambiamenti seri per non ipotecare definitivamente il futuro dell’Unione europea. Serve meno spocchia di istituzioni e politici europei e più ascolto della gente”.