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Banche, Fisac Cgil propone il manifesto per la buona finanza

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Oggi a Genova si è svolto un importante seminario organizzato da Fisac Cgil in collaborazione con Camera del Lavoro dal titolo “Banchieri vs Bancari”. Alla riunione hanno partecipato i delegati sindacali interessati al cuore della discussione ossia il ruolo del bancario rispetto alle scelte strategiche dei banchieri in un clima aziendale sempre più vessatorio. Home banking (che ha permesso che gran parte delle operazioni bancarie possano essere fatte da casa), fusioni (che hanno comportato la chiusura di tante filiali), speculazione finanziaria, sono alcuni dei problemi davanti ai quali si trova oggi un bancario italiano. La tradizionale funzione delle banche, ossia la raccolta del risparmio per finanziare famiglie e imprese, è progressivamente venuta meno. Anzi, i lavoratori bancari, non i banchieri, vengono continuamente sollecitati, come dei veri e propri piazzisti, a raggiungere il budget. Dal punto di vista del dipendente, un vero e proprio calvario, dal punto di vista del cittadino, la perdita di fiducia in una figura che sino a qualche anno fa era il riferimento privilegiato di pensionati e lavoratori che volevano mettere al sicuro i risparmi di una vita. Senza poi pensare ai nuovi assunti, i quali con il contratto a tutele crescenti (job act) pur avendo un contratto a tempo indeterminato, possono essere facilmente licenziati al non raggiungimento del budget.

Per mettere un freno a tutto questo, Fisac e Cgil hanno lanciato la proposta del Manifesto per la buona finanza contenente 7 proposte per rilanciare l’economia, tutelare il risparmio, efficientare la gestione pubblica della finanza e favorire legalità ed equità. Innanzi tutto regolamentare la finanza strutturata e i derivati, con la definizione di una black list di derivati che siano vietati alle banche commerciali; il riordino delle autorità di vigilanza, delle fondazioni bancarie e della governance delle banche; la dismissione del capitale delle banche detenuto dalla Fondazioni bancarie; la ridefinizione del ruolo della BCE nella politica monetaria e nella vigilanza bancaria.

E’ inoltre fondamentale favorire la legalità e la finanza sostenibile attraverso la trasparenza e l’incentivazione della tracciabilità, una sempre maggiore diffusione della moneta elettronica e il rafforzamento della normativa antiriciclaggio. Ed infine, per ridare credibilità al settore è necessaria la riduzione dei compensi del top management e l’armonizzazione delle fiscalità a livello europeo. Ai lavori, introdotti da Maria Caterina Solimano Segretaria Generale Fisac Cgil Genova, hanno partecipato Elena Bruzzese Segreteria Camera del Lavoro Metropolitana di Genova con la relazione “La dimensione confederale e le politiche del sistema creditizio italiano”; Agostino Califano Avvocato “Responsabilità del Dipendente bancario: le Banche sono a priori innocenti?; Sergio Veroli Segreteria Nazionale Federconsumatori “Divario informativo: come tutelare il risparmiatore formandolo”; Marcello Minenna Economista Finanza e Banche “Se gli sportelli diventano negozi e le Banche non sono più interessate all’intermediazione creditizia. Bail In for Dummies – Ennesimo atto di un’opera incompiuta, l’euro; Silvio Morganti Psicologo “Per un’economia del benessere”. Le conclusioni della giornata sono state affidate ad Agostino Megale Segretario Generale Nazionale Fisac Cgil.