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All families pride, sabato torna in piazza la Liguria che chiede uguali diritti per tutti

Su uno dei carri uno striscione per ricordare la strage di Orlando. Anche il rettore Comanducci parlerà dal palco alla fine del corteo

Genova. Sarà dedicato a tutte le famiglie, quelle omosessuali, monogenitoriali, quelle affidatari e come quelle ricostituite dopo separazioni e divorzi il Liguria Pride di quest’anno che si svolgerà sabato 18 giugno a partire dalle 16. Alla manifestazione, organizzata dal coordinamento Liguria Rainbow, hanno aderito decine di associazioni e partiti, dall’Arci al Partito democratico, dalla Cgil alla Uil. “Si tratta di un’occasione per festeggiare l’approvazione della legge sulle unioni civili – spiega Laura Guidetti, coordinamento Liguria Rainbow – un primo passo storico di un percorso che ora deve essere completato il matrimonio egualitario, il pieno riconoscimento della genitorialità di single o di coppie omosessuali e il riconoscimento dei diritti di bambini e bambine nati/e e cresciuti/e all’interno di famiglie omogenitoriali”.

La manifestazione partirà dalla sede della comunità San Benedetto per arrivare ai giardini della Stazione Brignole dopo aver attraversato tutto il centro città tra musica, balli e colori. Dal palco parlerà tra gli altri il rettore dell’Università di Genova Paolo Comanducci. La manifestazione ha infatti ottenuto il patrocinio dell’Università di Genova, oltre a quello del Comune e del Municipio Centro Est.

Generica

Due i carri organizzati dal Coordinamento Liguria Rainbow: “Su uno dei carri posizioneremo uno striscione per ricordare la strage Orlando – spiegano gli organizzatori che oggi hanno presentato l’iniziativa di sabato con il lutto al braccio – che consideriamo un colpo all’indietro dopo il grande balzo in avanti compiuto con il riconoscimento del matrimonio ugualitario a livello federale. Certo si tratta di minoranze, ma che hanno dietro un humus culturale fomentato da fondamentalisti religiosi”. Dopo il corteo la manifestazione si trasferirà al Porto antico dove si terrà la festa conclusiva.

“Chiediamo alla cittadinanza di manifestare insieme – spiegano gli organizzatori – perché i diritti si conquistano e poi vanno difesi: non temiamo l’eventuale referendum promosso da una minoranza politica che fatica a cedere sul piano dell’arroccamento ideologico contro l’evidenza delle trasformazioni sociali. Erano quelli che hanno promosso i referendum contro il divorzio e contro l’aborto; erano quelli che fino al 1996 hanno sostenuto che la violenza sessuale contro le donne fosse un crimine contro la morale e non contro la persona; sono quelli che parlano ipocritamente di famiglia e poi pagano olgettine ed escort per i propri scambi ed affari”.

Quella di sabato sarà una “una festa fisica e colorata, di corpi che ballano, che manifestano affetto e gioia di vivere nella autenticità, di giovanissimi e non, vestiti svestiti travestiti, ché l’umanità è anche questo: corpo sessualità sentimenti emozioni”.