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Aeroporto, Spediporto lancia l’allarme sull’aumento delle tariffe e lo scalo genovese replica

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Genova. “Con il prossimo 21 Giugno le tariffe di handling dell’aeroporto di Genova saranno le più care d’Italia”. Lo denuncia Spediporto, preoccupato per l’aumento delle tariffe, che rischia di dare il colpo di grazia a quel poco di attività che le aziende di spedizioni internazionali riescono, nonostante tutto, a trattenere a Genova.

“Siamo sbalorditi del fatto che un aeroporto come Genova, che stenta a trovare una propria identità e a consolidare traffici, abbia avviato una politica commerciale di questo tipo e peraltro senza confrontarsi con gli operatori al fine di verificarne la sostenibilità sul mercato”, questo il commento di Andrea Giachero, membro del Board di presidenza di Spediporto e rappresentante degli Spedizionieri Aerei, “un colpo durissimo alle nostre aziende ma in generale all’economia della nostra città. Con questi aumenti l’Aeroporto di Genova (dal prossimo 21 giugno le tariffe di Handling, ossia di movimentazione della merce, passeranno dagli attuali € 0,02xKg a ben € 0,16xkg) diventerà il più caro in Italia ed uno dei più cari a livello europeo. Abbiamo messo volontariamente a confronto le
tariffe nei principali scali perché si potesse prendere visione, anche da parte delle Istituzioni e dei Soci di Aeroporto di Genova spa di quanto tale iniziativa decontestualizzi Genova dalle logiche commerciali che assistono aeroporti ben più solidi e forti del nostro!”. Spediporto lancia quindi un appello agli azionisti di Aeroporto di Genova e all’amministrazione per capire quale senso possa avere questa iniziativa.

Subito è arrivata la replica dello scalo genovese. “Va innanzitutto precisato che l’aumento da 0,02 a 0,16 euro al chilogrammo avverrà dopo che per oltre 20 anni i diritti aeroportuali sono rimasti immutati. I nuovi diritti, inoltre, entreranno in vigore a seguito di un percorso avviato nel settembre 2014 con l’approvazione dei nuovi modelli tariffari da parte dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Si tratta di un percorso che ha riguardato tutti gli scali italiani e che non lascia spazi a discrezionalità da parte delle società di gestione aeroportuali”, si legge in una nota.

A seguito della pubblicazione dei modelli che hanno determinato i nuovi diritti, Aeroporto di Genova S.p.A. ha avviato un confronto con l’utenza che si è tenuto in occasione di due audizioni pubbliche (24 marzo e 14 aprile). Alle audizioni hanno partecipato tutti i maggiori utenti dello scalo (ovvero i vettori aerei). La consultazione si è conclusa con il raggiungimento di un’intesa sulla proposta di revisione dei diritti aeroportuali dello scalo di Genova per il periodo tariffario 2016-2019, con il voto favorevole del 100% degli utenti rappresentati.

“Stupisce anche che il comunicato di Spediporto confronti i nuovi diritti dell’Aeroporto di Genova (0,16 euro al chilogrammo), con quelli degli altri scali precedenti l’adeguamento. A solo titolo di esempio a Torino e Palermo (due aeroporti citati nel comunicato) i nuovi diritti ammonteranno rispettivamente a 0,44 e a 0,74 euro al chilogrammo. Risulta quindi del tutto falsa l’affermazione secondo la quale ‘l’Aeroporto di Genova diventerà il più caro d’Italia’. In ogni caso sembra evidente come l’importo dei diritti incida e continuerà a incidere in maniera irrisoria rispetto al nolo – prosegue la nota – In conclusione, siamo lieti che Spediporto riconosca all’Aeroporto di Genova il ruolo di aeroporto strategico e di infrastruttura a servizio del territorio e del nodo logistico porto-ferrovia-autostrada. A questo proposito viene da chiedere all’associazione perché una quantità significativa di merce in partenza dal nostro territorio venga spedita attraverso altri aeroporti (e questo anche prima dell’aumento dei diritti), quando un maggiore utilizzo del nostro scalo e un conseguente aumento dei volumi di merce trasportata consentirebbe una generale economia di scala nella gestione delle merci e un contenimento dei diritti aeroportuali grazie al meccanismo dei modelli dell’autorità di Regolazione dei Trasporti”, termina la nota.