Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Tursi, tensione in vista del voto: a decidere il futuro della Giunta saranno i voti degli ex Pd

Prima del consiglio lite tra il capogruppo del Pd Farello e il sindaco, poi la tensione in parte rientra, ma i numeri sono ancora incerti

Genova. E’ nei corridoi di Tursi che si sta giocando il futuro del Bilancio del Comune di Genova e della giunta Doria. A poche ore dal voto (che dovrebbe cominciare oggi per concludersi domani mattina) mentre in sala rossa si illustrano gli innumerevoli ordini del giorno, fuori tra il giardino e le stanze riservate agli riunioni si susseguono i capannelli per la conta dei voti.

L’obiettivo è ‘conquistare’ il voto dei consiglieri di Percorso comune, visto che la maggioranza conta 17 voti a cui quasi per certo si può aggiungere quello del consigliere Stefano Anzalone che nella delibera della scorsa settimana ha strappato un milione e 200 mila euro sugli impianti sportivi e per questo voterà sì al Bilancio. Diciotto quindi.
All’opposizione è certo il no del M5S (5), del Pdl senza Grillo (3), dei consiglieri ‘fittiani’ (2), dell’ex Pdl Baroni (1) e della lista Musso (3) e di Fds (2) e Lega Nord (1) E fanno 17. Verso il no è anche l’Udc (2 voti). E si arriva a 19. A questo punto i tre consiglieri di Percorso Comune diventano indispensabili. Se difficilmente la maggioranza strapperà il sì a Paolo Gozzi, con Caratozzolo e Vassallo si arriverebbe ai venti voti necessari. Ma la trattativa è ancora in corso e i due consiglieri ex Pd non sarebbero ancora del tutto convinti.

La trattativa si incrocia poi con la partita delle nomine e stamattina, prima dell’inizio del consiglio ha provocato una lite durissima tra il sindaco di Genova Marco Doria e il capogruppo del Pd Simone Farello a quanto pare sull’Fsu di Iren. La tensione, secondo indiscrezioni, sembra rientrata a fine mattinata, ma il sindaco dopo l’appello della mattina, in aula non si è più vista.

Alla fine, potrebbero essere ancora una volta le astensioni, vituperate quanto strategiche, (dall’Udc a Grillo a qualche componente di Percorso comune) a salvare capra e cavoli, ma questo sarà chiaro solo nelle prossime ore, mentre secondo altre indiscrezioni il voto potrebbe slittare a domani quando uno o due rappresentanti dell’opposizioni sarebbero assenti per motivi personali.