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Serie A2: la Superba chiude in terza posizione e condanna il Savona alla retrocessione risultati

Genova. Superba a caccia di un improbabile terzo posto, Savona alla ricerca di una possibile salvezza. Queste le rispettive ambizioni delle protagoniste del derby che chiude il campionato. Il campo cancella le voci di un atteggiamento morbido da parte dei biancorossoneri: i genovesi si impegnano, conquistano i 3 punti e condannano i savonesi alla retrocessione.

Bruzzone, che gioca in casa, con gli obblighi e gli impegni che ne conseguono, non dispone dello squalificato Bajrami e dell’infortunato Nuñez. Medda recupera Dellacorte, non Casu e Rizzello, e lascia tranquilla la truppa degli Under 16, impegnata a 20 ore di distanza nella finale di area.

Il Savona si affida all’esperienza di Pavani in attacco, la Superba risponde con Fabian Correa dietro le punte Rognoni e Licastro a fare l’elastico e liberare le fasce, dove si incuneano con frequenza e facilità centrocampisti e difensori. Così al 5° un’azione avvolgente partita da sinistra libera De Nastochkine a destra: dribbling ad uscire sul dritto e preparazione da manuale dell’hockey del drive che si infila sul palo lontano.

Lo svantaggio non scuote il Savona. La panchina non legge la partita, che Medda, invece, gioca come il gatto con il topo. Così, 5′ dopo, un’azione simile costringe il centrale savonese ad un colpo sul bastone al momento della conclusione. Vulturescu e lì a due passi: assegna un rigore tanto generoso quanto ineccepibile. Correa lo trasforma. Va detto che farà lo stesso nel secondo tempo a favore del Savona e, per chiudere la parentesi arbitrale, la prestazione del torinese è decollata tecnicamente in proporzione alla tranquillità, senza abuso di cartellini, con cui ha interpretato la gara.

La Superba continua con possesso palla e ficcanti ripartenze, interrotte solo da qualche spunto personale di Fardellini, Valsecchi e Montagnese che si spengono sulle protezioni di Simone Riva, sempre attento. Dellacorte, appena entrato in campo dopo molti mesi, si divora la palla dello 0-3, ma alla fine la sua prova sarà non solo positiva, ma tatticamente importante. Arriva così una bella azione in verticale del Savona che libera il giovane Boni, classe 2000, a tu per tu con Riva: fredda la promessa biancoverde che non sbaglia: 1-2.

La ripresa sembra aprirsi sulla falsariga del primo tempo ma, come è giusto che accada, chi non chiude la partita si mette a rischio. Esce la qualità individuale dei savonesi che, pur senza nessun aggiustamento tattico da una panchina assolutamente latitante, si fanno via via più intraprendenti sino a prendere il controllo delle operazioni e ottenere il rigore di cui dicevamo prima.

A differenza di Correa, che aveva messo dentro in sicurezza un rasoterra ben fintato, però Valsecchi cerca il push di potenza: conclusione troppo angolata che si infrange sulla rete di protezione del campo ad una spanna dal sette. Mazzucchelli, in precarie condizioni, aveva sostituito capitan Bosco, uscito per un risentimento muscolare. E Medda corre ai ripari, aggiustando le posizioni di Fabian Correa e Rognoni, dando ancora fiducia a Marco Muni che dopo una serie di incertezze si fa trovare libero al posto giusto, davanti al portiere, nel momento giusto, sull’assist di Dellacorte, per insaccare la rete che chiude l’incontro.

La Superba ha tutta l’estate per ripartire dal terzo posto verso una stagione di vertice. Il Savona viene condannato alla retrocessione a causa della peggiore differenza reti negli scontri diretti con la Moncalvese: vittoria 2-1 all’andata, sconfitta 3-1 al ritorno.

La Superba ha giocato con Riva; Bignone, Fabricio Correa, Di Nardo, Bosco; De Nastochkine, Fabian Correa, Zaccaria, Gaggero; Rognoni Licastro. Entrati: Mazzucchelli, Muni, Dellacorte; non entrati Fiorenza, Dudchenko.