La protesta

Selex Es, oltre cinquecento lavoratori in piazza a difesa dei colleghi di Monetica fotogallery

In 24 saranno trasferiti alla 'piccola' Aep di Firenze. Bloccato l'ingresso al casello di Cornigliano.

Genova. Oltre 500 lavoratori di Selex Es sono scesi in piazza questa mattina tra Sestri ponente e Cornigliano contro la cessione del reparto di Monetica da parte di Finmeccanica. La lettera ufficiale di cessione di ramo d’azienda è arrivata due giorni fa e interessa 24 lavoratori genovesi (più uno di Torino) che saranno ‘ceduti’ all’azienda fiorentina Aep. Per questo l’rsu ha immediatamente proclamato due ore di sciopero, in attesa dell’avvio della trattativa. “La nostra paura è quella di non avere a breve più un posto di lavoro – racconta Andrea Boero, uno degli ingegneri coinvolti nella cessione – visto che non c’è un piano industriale né finanziario e non sappiano cosa andremo a fare né per quanto”.

Uno dei timori principali è che Aep, che ha circa 30 dipendenti, non abbia carichi di lavoro sufficienti per ritrovarsi un personale quasi raddoppiato: “Nell’ambito della trattativa che si aprirà a breve vogliamo verificare i carichi di lavoro e se non saranno sufficienti chiederemo che i lavoratori vengano riassorbiti in Finmeccanica Leonardo” spiega Walter Ferrando, delegato rsu Uilm. E se Finmeccanica ha detto ai sindacati che i 24 lavoratori non sarebbero ricollegabili, loro replicano: “Basta guardare i curriculum – dice Stefano Gasperoni, lavoratore del reparto Monetica – io ho 35 anni di lavoro alle spalle nel gruppo Finmeccanica, e così i miei colleghi. La volontà sembra proprio quella di buttar fuori delle persone”. “Da un lato nei giorni scorsi – dice Marco Longinotti, rsu Fim Cisl – il direttore generale delle attività su Genova ci ha parlato di investimenti e probabili assunzioni, ma dall’altro ci ha comunicato la cessione di Monetica. Questo stride un po’ e vogliamo capire cosa c’è dietro”. Se non ci fossero spazi per la ricollocazione interna i sindacati chiederanno a Finmeccanica garanzie serie per i lavoratori: “Chiediamo che possano continuare a lavorare a Genova e che abbiamo garanzie occupazionali per il futuro” spiega Alessandra Congiu, rsu Fiom.

Sullo fondo c’è anche il timore che Monetica sia il primo passo di un successivo smembramento: “Non vorremmo che Monetica fosse come la foglia di un carciofo dice ancora la delegata – e che piano piano di buttino fuori tutti quando non gli serviremo più”. Il corteo che ha causato forti disagi al traffico nel ponente, con il blocco temporaneo dell’accesso al casello di Genova Cornigliano, si è concluso intorno alle 12.

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