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Scudetto, il Bogliasco ci prova: le voci delle protagoniste alla vigilia della final six risultati

Nei quarti di finale per le biancoazzurre c'è l'Orizzonte Catania

Bogliasco. C’è un filo sottile di adrenalina che si percepisce alla piscina “Vassallo”, ma con discrezione, una delle caratteristiche del popolo ligure e di casa Bogliasco.

Le ragazze della Rari Nantes sono in acqua, sul bordo mister Sinatra, ultime rifiniture prima della partenza per Messina: dal 20 al 22 maggio, in palio lo scudetto. Una pagina di storia, un’altra, l’ennesima, scritta da questo gruppo di giovani donne che vivono a testa alta la loro realtà di atlete, studentesse, lavoratrici e che costruiscono il loro futuro giorno dopo giorno.

Lo fanno anche in vasca, concrete, belle, a volte un po’ complicate, molto affascinanti. Partono in tredici ma sono molte di più, le loro compagne e compagni delle giovanili, la Rariazzurra, le loro famiglie, la piscina tutta, un paese intero. Con loro il team manager Mario Boero ed il dirigente Daniel Falconi.

La bella storia che si ripete, concretizzata da un allenatore come Mario Sinatra, alla seconda stagione in biancoazzurro, con all’attivo già la Coppa Italia 2015/16. Quindi è tutto pronto, non resta che raggiungere la “Cappuccini” di Messina, entrare in acqua, venerdì alle 19,15 contro l’Ekipe Orizzonte per il primo quarto e poi guardare che fanno le altre squadre, Padova, Messina, Prato, Rapallo.

E siccome il momento è importante questa volta parlano tutte, anzi tutti, anche il mister.

Carola Falconi: “Mi aspetto di divertirmi, di uscire dall’acqua soddisfatta, con le gambe doloranti ma il sorriso sulle labbra. Sarà sicuramente un’esperienza indimenticabile sia per la formula sia per il tempo che trascorrerò insieme alla mia bellissima squadra. Rispetto per tutti paura per nessuno: andiamo per vincere contro chiunque. Le mie sensazioni? Eccitazione e adrenalina. Gli ultimi allenamenti sono di rifinitura dal punto di vista tattico ma fondamentali per la testa. Dobbiamo raccogliere tutte le energie positive ed incanalarle in un unico obiettivo comune”.

Giulia Viacava: “Se questa final six la giochiamo come sappiamo ci toglieremo delle grandi soddisfazioni. Dobbiamo credere in noi stesse e nel gruppo. Non vedo l’ora che sia venerdì, non vedo l’ora di giocare. Sono felicissima di essere arrivata fino a qui ed ora ci aspetta la parte più bella. Un mix di tante emozioni”.

Greta Gualdi: “Mi aspetto che giochiamo con impegno e con il cuore, come sappiamo fare. Sono molto emozionata perché per me è il primo anno in A1. Abbiamo già vinto la Coppa Italia e ora andiamo a giocare la finale scudetto: è tutto entusiasmante e spero che la conclusione della stagione sia ancora più bella”.

Eugenia Dufour: “Sarà una finale avvincente ed emozionante. Non vedo l’ora che sia venerdì con tanta adrenalina in corpo. Ho voglia di giocare e di dare il massimo. Sono convinta che possiamo toglierci delle soddisfazioni. Credo nella mia squadra. E ora tutti a Messina a tifare Rarirosa”.

Francesca Trucco: “Da questa final six mi aspetto tanto. Voglio dimostrare, insieme alle mie compagne quanto valiamo, contro tutto e tutti. Nessun alibi e tanta, tanta emozione per un’esperienza così importante e decisiva. La sento molto e ringrazio perché non sono tante le giovani che hanno la possibilità di vivere questa esperienza”.

Giulia Millo: “Finalmente è arrivato il momento tanto atteso. Siamo al termine di questa bella annata e tutti i sacrifici che abbiamo fatto vogliamo che siano premiati. Saranno tre giorni significativi per il nostro percorso. E’ la prima volta che gioco una Final Six con in palio lo scudetto. Daremo tutto per portare a casa un altro trofeo”.

Elena Maggi: “Sarà una finale molto impegnativa, nessun risultato è scontato, daremo in massimo: fino alla fine. Sono fiera di questa Rarirosa. Punteremo in alto, insieme possiamo raggiungere il traguardo. Come ogni finale che si rispetti, porta con se un bel mix di emozioni, emozioni che chi non ha mai praticato questo sport non può nemmeno immaginare, ma queste sono le partite che un atleta sogna di giocare… quindi testa, cuore e soprattutto divertiamoci”.

Rosa Rogondino: “Possiamo giocarcela, contro chiunque, e lo abbiamo dimostrato. Siamo cresciute tanto, ci siamo unite, ancora di più e tutte insieme lotteremo per questo obiettivo. E’ un’emozione forte sapere di potersi giocare uno scudetto, ecco la carica in più”.

Virginia Boero: “E’ la mia prima esperienza in una finale scudetto e sono molto emozionata. Mi aspetto sensazioni forti e grande spirito di squadra. Non vedo l’ora di cominciare. Siamo cariche e molto motivate”.

Giulia Rambaldi Guidasci: “Sarà una final six molto equilibrata ma anche divertente. Non vedo l’ora di iniziare”.

Agnese Cocchiere: “Mi aspetto un bel finale di stagione. E’ stato un anno veramente difficile, pieno di sacrifici che devono essere ripagati. Ci stiamo giocando lo scudetto quindi mi aspetto gioco duro e determinazione da parte di tutte le squadre. Ci sarà da faticare ma a me piace così. Andiamo a Messina per “spaccare” e dimostrare che possiamo giocarcela contro tutti, senza paura”.

Teresa Frassinetti: “Sinceramente non ho aspettative. Siamo una squadra capace di tutto, non abbiamo pressioni se non quella di dimostrare quello di cui siamo capaci. E se giochiamo come sappiamo possiamo mettere chiunque in difficoltà. Senza rimpianti”.

Benedetta Casareto: “Mi aspetto di ritrovare la stessa Rarirosa della Final Four di Coppa Italia ma con qualcosa in più: la consapevolezza del fatto che insieme possiamo diventare quello che vogliamo essere. Le più forti di tutte”.

Mario Sinatra: “Il nostro obiettivo è fare bene e provare a vincere il titolo italiano, come faranno tutte le altre formazioni: noi non andiamo a Messina solo per partecipare. La Final Six è una formula che permette a qualsiasi squadra di poter arrivare in fondo, alcune sono più attrezzate ed esperte, altre meno, ma non vedo nessuna preclusione. Partecipare ad una finale suscita sempre tante emozioni, siamo consapevoli che la formula non è stata la scelta migliore ma permette alla Nazionale di avere più tempo per preparare le Olimpiadi quindi va benissimo così. Alle ragazze dico di giocarsi tutto, fino in fondo”.