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Sciopero della scuola, Ricciardi (Prc) e Vergassola (Giovani Comunisti): “Massimo sostegno”

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Genova. “Venerdì 20 maggio davanti alla Prefettura di Genova si terrà lo sciopero del mondo della scuola indetto da Flc Cgil,Cisl Scuola, Snals-confsal e Uil Scuola. E’ uno sciopero di cui condividiamo tutte le ragioni, ed al quale invitiamo alla massima partecipazione. Riteniamo inaccettabile la situazione che si è venuta a creare per i docenti e per tutti gli operatori del mondo della scuola : l’assurdità del contratto non rinnovato da 7 anni è solo uno dei tanti disastri a cui il governo non sta ponendo rimedio in alcun modo, anzi mantenendo lo “status” della precarietà anche a chi ha svolto 36 mesi di servizio di supplenza e tagliando ancora il personale Ata, la situazione sta ancora peggiorando, in modo intollerabile”. A dirlo sono Jacopo Ricciardi, Segreteria Regionale Prc Liguria e Filippo Vergassola, responsabile nazionale Scuola e Università Giovani Comunisti di Rifondazione.

“Chiediamo una ripresa degli investimenti sull’istruzione, almeno sufficiente a portarci in linea agli altri Paesi europei in tema di destinazione di fondi all’istruzione e crediamo che gli investimenti debbano essere accompagnati da una reale valorizzazione dei docenti e anche del ruolo dei dirigenti scolastici.
La legge 107, la cosiddetta “buona scuola”, ci porta esattamente nella direzione opposta, esasperando la competizione interna e alimentando conflitti anche tra docenti e dirigenti scolastici. Nella giornata di venerdì chiederemo a gran voce un altro modello di scuola, con più investimenti e meno tagli, più valorizzazione delle risorse e meno aziendalizzazione, aumento dei salari e non diminuzione di organici ; chiederemo lavoro vero e non precarietà a vita per i tanti che hanno conseguito titoli validi alla stabilizzazione”.

“A proposito di precariato, non si hanno notizie non solo delle 150mila assunzioni che il governo prometteva nel rapporto “Buona Scuola” , ma neppure delle 100mila previste nel testo finale. A questo si aggiunge che negli ultimi anni le retribuzioni effettive del comparto scuola sono diminuite di quasi il 5% , e la spesa pubblica per il personale è diminuita oltre l’ 11%. Cifre che fotografano il fallimento del governo, che sugli spot elettorali e gli slogan propagandistici è molto efficace, sulle risposte alle reali esigenze del Paese lo è molto meno. Sosteniamo questo sciopero e daremo sostegno anche alle future mobilitazioni, proseguendo al contempo il nostro impegno nella raccolta firme per i quesiti referendari di abrogazione della Buona Scuola, una legge che ha come abbiamo visto l’unico effetto di peggiorare una situazione già di per se assai difficile”.