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Parkinson, le nuove possibilità della stimolazione cerebrale profonda: venerdì incontro ad Arenzano

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Arenzano. In Liguria i malati di Parkinson sono circa 5.000, le cause della malattia non sono ancora note con certezza. Non esistono ad oggi farmaci o sostanze in grado di prevenire e modificare il decorso della malattia di Parkinson. Il 27 Gennaio nella sala del Consiglio comunale di Arenzano si terrà un incontro di approfondimento medico sulla stimolazione celebrale profonda (DBS) nella terapia della malattia di Parkinson.

L’iniziativa promossa dall’A.L.P., Associazione Ligure Parkinson, in collaborazione con il Centro Parkinson dell’ A.O. S.Martino IST  di Genova e  dalla s.c. di Recupero e Rieducazione Funzionale del P.O. la Colletta di Arenzano, rispettivamente diretti  dal Prof. Giovanni Abbruzzese e  dalla Dott.ssa Marina  Simonini, si pone l’obiettivo di informare i pazienti Parkinsoniani, i loro familiari e tutti coloro che ne sono interessati, sulla metodologia e le nuove possibilità terapeutiche offerte dall’applicazione della  Stimolazione Cerebrale Profonda  nelle persone con malattia di Parkinson.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio ed è causata dalla progressiva morte delle cellule nervose (neuroni) nella zona del cervello che produce il neurotrasmettitore dopamina, grazie al quale vengono distribuiti i “comandi” per controllare i movimenti di tutto il corpo.

La malattia è presente in tutto il mondo ed in tutti i gruppi etnici. Si riscontra in entrambi i sessi, con una lieve prevalenza, forse, in quello maschile. L’età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni. Prima dei 20 anni è estremamente rara. Sopra i 60 anni colpisce 1-2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l’età è superiore agli 85.

L’Associazione Ligure Parkinson è una Onlus che riunisce pazienti con malattia di PARKINSON, Caregivers che si occupano di questi malati, loro amici e conoscenti  che prestano volontariamente  la loro opera nel sostegno diretto e nell’organizzare attività collaterali alle terapie mediche e sanitarie, le  cosiddette “terapie complementari” (che integrano ma non sostituiscono  le terapie mediche),  al fine di cercare di garantire al malato una decorosa qualità della vita.

Le iniziative rivolte agli associati  vanno dalle conferenze, con specialisti settoriali, tese alla informazione e divulgazione dei vari aspetti ed effetti del Parkinson, alle attività motorie come il Nordic Walking, il Tai Ji e il Tango, al Mindfulness, agli Scacchi e al Modellismo, mentre altre iniziative, rivolte ad un pubblico più vasto, mirano all’informazione ad un pubblico  più vasto e a   tenere viva l’attenzione e l’interesse dei media su una malattia altamente invalidante che colpisce una percentuale  significativa della popolazione regionale e nazionale, non solo in età avanzata ma sempre più tendente al ribasso anagrafico.