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Park piazza Dante, Rosso e Balleari: “Necessario valutare i rilievi emersi sul rio Torbido”

Genova. “Ritengo necessario valutare in modo approfondito i rilievi emersi in merito alla presenza del rio Torbido che scorre sotto l’area di prevista realizzazione del park interrato di piazza Dante, un’opera faraonica e anche spropositata visto che oggi, rispetto al 2007, quando il progetto fu redatto, la richiesta di acquisto di parcheggi è decisamente calata”.

Così interviene Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, che da mesi, insieme a Stefano Ballerai, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, solleva forti dubbi sull’inizio dei lavori per la costruzione del park interrato da 480 posti moto e 372 posti auto in piazza Dante a Genova, per un investimento complessivo di 15 milioni di euro.

“Siamo molto dubbiosi in merito alla costruzione di un mega park interrato, a due passi da Porta Soprana e dalla Casa di Colombo, che, per stessa ammissione dei costruttori, potrebbe essere l’opera del suo genere più gigantesca d’Europa – hanno ribadito Rosso e Balleari – Ulteriori perplessità nascono, oltre che dall’utilità dell’opera stessa, anche dai possibili rallentamenti che uno scavo di queste dimensioni potrebbe subire in corso di realizzazione, qualora emergessero ritrovamenti archeologici, circostanza non improbabile visto che parliamo di una zona con secoli di storia alle spalle. Non vorremmo infine che si ripresentassero esperienze già vissute, e non ancora risolte, come il park mai finito di largo Benzi al San Martino, dove scorre il rio Noce, o un via Montezovetto bis: in questo caso il rischio, reale e concreto, sarebbe di ritrovarsi con una voragine proprio nel cuore della città. Il rio Torbido, è bene ricordarlo, percorre tutto il centro città, da circonvallazione a Monte, fino a sfociare in Darsena. Non vogliamo neppure immaginare cosa potrebbe succedere se, una volta aperto il cantiere nel cuore della città, sopraggiungessero problemi legati alla presenza del rio e se per qualche ritrovamento archeologico ci trovassimo con un cantiere bloccato per mesi e mesi, con disagi enormi sul traffico e sui cittadini”.