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Parco Mandela, Conti: “Ennesimo errore, forse fatale”

Sestri Levante. “E’ uscita dal malconcio cappello a cilindro del Sindaco e della Giunta l’idea dell’ampliamento del parco Mandela. Un’area verde asfittica e grigia, povera, in stile Berlino Est, un po’ come il palazzone bulgaro della farmacia in piazza della stazione. Una scelta, quella masochistica della chiusura dell’Aurelia, che manderà in crisi il sistema viario e l’equilibrio finanziario del Comune, cioè le tasche dei cittadini. Sulle locandine dei giornali si legge che si effettuano controlli sui veleni del parco Serlupi. Potevano e dovevano farli prima”. Lo dice il consigliere Marco Conti (Popolo per Sestri).

“Ora sento parlare del Nelson Mandela come secondo parco della Liguria. Suona bene, fa effetto, peccato che la principale arteria viaria non solo di Sestri sarà chiusa per spostare tutto il traffico sulla stretta variante ‘Coop’, il centro commerciale vero motivo della creazione di una seconda orrenda Sestri. I soldi che i cittadini sestresi spenderanno per questo nuovo scempio, se va bene 600.000 euro, inevitabilmente sono destinati a lievitare. Sarebbe cosa buona e giusta indire in referendum su cosa ne pensano i sestresi su questa decisione come al solito arbitraria, frutto del ‘dei pochi che hanno votato i più hanno scelto me e quindi decido io’. Di democratico vedo solo l’aggettivo comune con il vecchio nome della Germania Orientale prima della caduta del muro. Qui invece i muri si costruiscono insieme alle rotonde, altra insana mania”, prosegue.

“Ma la cosa che mi preoccupa di più è la gestione del ‘secondo parco’ della Liguria. Non ci vuole molto a capire che non farà altro che schizzare in alto le già elevate spese correnti. Un vero e proprio salasso per una città ormai esangue. Ci troviamo davanti ad un Comune che ancora una volta decide senza ascoltare i consigli dei cittadini, alla faccia della tanto pubblicizzata politica partecipata. Questa non è la Sestri che la gente vuole. E’ una Sestri rovinata, governata da chi, forse a causa della coda di paglia e di inconsci sensi di colpa per aver saturato la città di cemento, tenta in modo sbilenco di rimediare con la creazione di verde laddove non serve, creando solo ulteriori guai.
Voglio ricordare, ad esempio, lo sbancamento di Montepagano (zona San Bartolomeo della Ginestra) accompagnata dal ridicolo pretesto di creare alle sue spalle un parco. Peccato che il verde ci sia già, le colate di cemento sono arrivate e del parco (per fortuna, almeno in questo caso) neppure l’ombra”, dichiara ancora il consigliere.

“Purtroppo siamo nelle mani di chi proprio con le opere pubbliche non ne azzecca una. Sfortuna? No, incapacità.
Alle elezioni del 2013 il nostro candidato sindaco e la sua coalizione proponeva il mantenimento dell’attuale Aurelia e la creazione nell’area di Cantine Mulinetti di un parco divertimenti “leggero” stile “Cavallino Matto”, privo di strutture fisse. Una struttura di questo tipo, a dispetto delle trite e ritrite fissazioni del Pd cittadino convinto di essere nel giusto ed infallibile, non solo sarebbe di sostegno alle categorie commerciali della città, ma potrebbe essere un valido supporto allo sviluppo turistico. Ma le nostre proposte, come sempre, resteranno inascoltate perché da sempre chi dice di essere disponibile ad ascoltare i consigli lo ha fatto, lo fa e lo farà solo con chi potrebbe rappresentare un ideale serbatoio di voti. La parte di città che non li ha votati? Chi se ne frega, pensano loro, tanto noi siamo la maggioranza. E’ triste, tristissima questa constatazione. Ma così è. Nonostante ciò tento ancora una volta, con l’aiuto dei miei colleghi e la comprensione di quelli della maggioranza che poi sono coloro che alzano le manine decisive per l’approvazione di qualsiasi stramba idea – e questa della chiusura dell’Aurelia è una delle peggiori – di far prevalere il buonsenso”, conclude Conti.