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Omofobia, report Arcigay: “Liguria nominata sette volte”

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Liguria. Oggi è la Giornata Internazionale contro l’omo-transfobia. Per l’occasione Arcigay nazionale presenta il report annuale sull’omofobia, bifobia e transfobia in Italia, dal 17 maggio 2015 ad oggi.

Nel report, che si basa sul monitoraggio delle fonti giornalistiche e perciò rappresenta solo la punta dell’iceberg di un fenomeno evidentemente molto più diffuso, la Liguria viene nominata sette volte.

Riecheggia ancora l’aggressione sull’autobus del 14 luglio scorso a Genova, ma anche le affermazioni del consigliere regionale dello scorso 12 febbraio 2016. Il famoso “Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno”. Seguite dalle intimidazioni a coppie omosessuali a Righi, sul Peralto di fine febbraio; poi l’aggressione per la corte non gradita dell’1 marzo 2016; il figlio aggredito dal padre durante il coming out del 31 marzo 2016 fino all’ultimo episodio: l’aggressione di Davide Scorsa l’8 maggio 2016.

“Durante gli ultimi dodici mesi il Parlamento e il Paese hanno attraversato in maniera profonda il dibattito sulle unioni tra persone dello stesso sesso, fino all’approvazione di una legge appena una settimana fa – commenta Gabriele Piazzoni Segretario di Arcigay nazionale – è compito dello Stato intercettare e affrontare l’ondata di ostilità che le persone LGBTI in Italia stanno subendo quasi fosse il prezzo del riconoscimento di un diritto”. Infatti in Italia nel giro di pochi giorni dall’approvazione della Legge, sono iniziati preoccupanti rappresaglie nei confronti delle persone omosessuali e transessuali da parte di oppositori ed estremisti.

“Serve una legge contro l’omo-transfobia che da decenni chiediamo – continua Piazzoni – e che giace immobile da oltre 300 giorni alla Commissione Giustizia del Senato”.

“Questa giornata – continua Claudio Tosi Presidente di Arcigay Genova – deve essere un’occasione per riflettere su come guidare il cambiamento che stiamo vivendo. Il report ci spiega che ad essere più fragili sono le persone che vivono ancora la loro omosessualità nascondendosi. Promuoveremo quindi una maggiore visibilità delle persone LGBTI nella nostra Regione per costruire una maggior forza della nostra comunità”.