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Mogol e Sgarbi al Festival della Parola di Chiavari foto

Chiavari. La parola nella canzone italiana e la “parola” dell’arte. Al Festival della Parola di Chiavari arrivano Mogol e Vittorio Sgarbi. “Uno ha dato voce alle emozioni più profonde ed universali, che spesso è difficile esprimere a parole. L’altro ha disvelato i segreti e le sfumature più recondite dell’arte di tutti i tempi, penetrando con la sua capacità affabulatoria la poetica dei grandi capolavori, rendendoli così accessibili a tutti.  Uno è il più grande paroliere della musica italiana. L’altro è il critico d’arte certamente più popolare anche al grande pubblico”, si legge in una nota degli organizzatori.

Entrambi saranno ospiti al Festival della Parola di Chiavari, per due serate indimenticabili al Teatro Cantero. Giulio Rapetti, in arte Mogol e Vittorio Sgarbi, porteranno nella “Città dei portici” due spettacoli originali e pieni di fascino, idealmente uniti dal filo rosso del potere evocativo del logos.

La serata di apertura del Festival, giovedì 26 maggio (ore 21.15), regalerà al pubblico: “Mogol racconta Mogol” un “racconto-conversazione” in cui il più grande autore di versi della musica italiana, sollecitato dalle domande di Renato Tortarolo, giornalista e critico musicale, narrerà la sua storia: un viaggio ricco di emozioni, di musica e di parole che hanno accompagnato per oltre cinquant’anni diverse generazioni di italiani. L’incontro sarà impreziosito da alcuni interventi musicali del Maestro Gioni Barbera al pianoforte, che proporrà le pietre miliari della produzione di Mogol.

Il giorno successivo, venerdì 27 maggio, sempre alle 21.15, al Teatro Cantero, sarà la volta di un altro raffinato cesellatore della parola. Vittorio Sgarbi con il suo spettacolo “Caravaggio” ci condurrà, attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, in uno spettacolo teatrale, che ha già toccato i principali teatri italiani, suscitando grande gradimento da parte di pubblico e critica. Lo spettacolo è arricchito dalla musica di Valentino Corvino, e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo, curate dal visual artist Tommaso Arosio. La regia è di Angelo Generali.