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Maxi schermo, la controposta di Tursi: “Dal venerdì a domenica”. Ma ora è a rischio anche il 2 giugno

Crivello: "Per gli altri giorni disponibili a trovare altre location". Ma le certificazioni chiesta a due giorni dal concerto del Carlo Felice rendono incerto anche il maxi evento di giovedì sera

Genova. La chiusura di piazza De Ferrari con l’impiego di personale della polizia municipale, Aster e la deviazione dei bus Amt costa circa 1200 euro al giorno. E da quella chiusura non si può prescindere perché in caso di incidente stradale sarebbe il comandante dei vigili a finire nei guai. E per Tursi sostenere questo costo per 90 giorni è impossibile. Non solo: “Anche la chiusura della fontana e delle luci per 90 giorni ci sembra una forzatura – spiega l’assessore comunale Gianni Crivello – per cui noi proponiamo che gli eventi siano contenuti dal venerdì alla domenica e per i restanti giorni ci siamo resi disponibili a trovare altri luoghi dove proiettare video di promozione del territorio”. Crivello questo pomeriggio si è confrontato o, meglio, scontrato sul tema in un dibattito televisivo con l’assessore regionale Ilaria Cavo che ha ribadito però che il pacchetto è organico, del tipo prendere o lasciare.

Ma il dibattito si sposta anche a palazzo Tursi o meglio nei corridoi dove il capogruppo dell’Udc Alfonso Gioia scherza: “Ma allora perché non chiudiamo anche l’aeroporto visto che le luci degli aerei possono disturbare gli automobilisti che transitano in sopraelevata?”. Anche la capogruppo del Pdl Lilli Lauro ribadisce: “E’ assurdo rinunciare a un’iniziativa del genere”. Dopo l’intervento di ieri della capogruppo in Regione Raffaella Paita, oggi il segretario genovese del Pd Alessandro Terrile si augura “che ci si sieda a un tavolo per trovare una soluzione”. Entra nel dibattito a gamba tesa anche il renziano Simone Regazzoni che si schiera con Toti e attacca la giunta: “La sinistra dei no è una sinistra perdente.Il maxischermo è una buona idea per Genova: realizziamolo. Doria e Crivello si sveglino”.

E anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi non contribuisce a stemperare gli animi: “La giunta Doria dimostra una volta di più l’esclusiva e impareggiabile capacità di sabotaggio delle iniziative altrui indirizzate a vivacizzare l’offerta di intrattenimento per i cittadini e i turisti, rilanciando anche l’indotto commerciale. È evidente che l’ostruzionismo del Comune di Genova verso il maxi schermo realizzato, con risorse private, dalla Regione Liguria sia dettato da gelosie e spirito disfattista proprio di una mentalità gretta e meschina”.

Così i giorni continuano a passare nell’incertezza. Incertezza che sembra improvvisamente avvolgere anche il concerto del 2 giugno.Questa mattina si è tenuta la commissione comunale di vigilanza del pubblico spettacolo in vista del maxi evento in occasione della Festa della Repubblica. Tra le varie richieste per concedere l’aurizzazione ci sarebbero quella dell’installazione di due bagni pubblici, di un corridoio ignifugo in caso di incendio a diverse certificazioni, dalle sedie per le autorità alle lampade di emergenza.
E in Regione c’è già agitazione perché il tavolo si è riunito a soli due giorni dalla manifestazione. Insomma il nervosismo dilaga e anche il concerto del Carlo Felice che sulla carta non era a rischio, potrebbe adesso saltare.