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Le “braccia” dei richiedenti asilo per far rinascere i Giardini di Plastica

Genova. Arriva da Omar, uno dei responsabili dell’accoglienza dell’associazione “Il cesto”, che coordina i giovani volontari, l’idea più bella per i giardini di plastica: “Sarebbe bello trasformare questi giardini in un luogo di ritrovo per i cittadini richiedenti asilo” e per iniziare, una ventina di volontari, molte anche le persone che hanno trovato accoglienza in città si sono rimboccati le maniche e hanno aderito al progetto di agricoltura sociale “Demetra Giardini in fiore”.

Giardini plastica volontari

L’idea, nata dalla collaborazione tra le associazioni “il cesto” e “giardini di plastica” e il municipio ha l’obiettivo di coinvolgere le persone richiedenti silo in lavori di pulizia, abbellimento, piccolo giardinaggio e presidio dell’area dei giardini, offrendo una formazione ai volontari sui temi della cura del verde in cambio del loro impegno. “Per ora l’impegno dei volontari e’ nella cura dell’area, nel ripristino del verde e dei cestini – spiega Sara Montoli, dell’associazione Il Cesto – ma l’obiettivo è quello di creare spazi a orto urbano o giardino per tutti i cittadini”.

Un terfewprogetto ambizioso che permetterà di rivivere a quest’area che, per tanti anni, e’ stata considerata una sorta di “buco nero” all’interno della città . “Questi giardini nascono da una ferita mmiìssspiega Simone Leoncini, Presidente Municipio centro est – e diventano lo zoo di Berlino di Genova, con tossicodipendenti, spacciatori e disperati. Questo intervento vuole essere il segnale di un nuovo tipo di accoglienza che vuole dire anche integrazione con il territorio”.