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Legambente: “In Liguria il 91% dei Comuni ha aree a rischio dissesto”

In Liguria la quasi la totalità dei Comuni (il 91%) presenta abitazioni nelle aree più pericolose e solo in pochissimi casi per queste siano stati effettuati interventi di delocalizzazione. Anche per le industrie presenti nelle zone a più alta esposizione dei comuni risulta che solo nel 9% dei casi si siano attivate misure di allontanamento. L’86% dei comuni ha aggiornato invece il proprio piano di emergenza.

Si tratta del dossier Ecosistema rischio di Legambiente: tra le amministrazioni comunali liguri intervistate, sono 35 quelle che hanno risposto in maniera completa al questionario di Ecosistema rischio, proposto a livello nazionale da Legambiente, cioè il 15% dei comuni sui 235 a rischio nella regione. Risulta evidente da questo campione quanto ancora grave sia il livello di pericolo che interessa il territorio ligure per le problematiche relative al dissesto idrogeologico. Complessivamente sulla superficie del territorio vi sono quasi duemila chilometri quadrati, sui cinquemila quattrocento, a rischio frana ed alluvione.

“E’ necessario – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria – affrontare il problema del dissesto idrogeologico attraverso una visione ampia ed una pianificazione puntuale. Se in alcuni casi sono iniziati lavori per mettere in sicurezza il territorio così come programmato dalla missione “Italia Sicura”, molti territori nell’entroterra e diverse infrastrutture, in particolare quelle stradali e ferroviarie, continuano ad essere soggette ad un elevatissimo rischio, come dimostra la frana che spezza in due la nostra Aurelia”.

I geologi hanno censito per la Liguria la presenza di oltre 7000 frane e un dossier RFI, per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie, ha rilevato, tra diversi livelli di pericolosità ed urgenza per gli interventi di messa in sicurezza, una frana incombente sui binari ogni 236 metri.
“Sono circa centoventimila – conclude Grammatico – le persone che vivono, lavorano o studiano nelle cosiddette aree rosse della nostra regione, le più pericolose in assoluto nelle nostre città per i fenomeni collegati ai mutamenti climatici in atto e che amplificano il livello di rischio. L’Italia si è dotata nel 2013 di una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ma sono ancora pochi i Piani d’azione locale sviluppati sul territorio. Per questo la Regione Liguria dovrebbe essere protagonista nella pianificazione delle misure di adattamento e mitigazione”.