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Gronda, vertice in Regione: novembre 2017 via ai lavori

Genova. Si è svolta ieri pomeriggio presso la sede di Regione Liguria a Genova una riunione operativa per fare il punto della situazione sul progetto della Gronda Autostradale genovese e tracciare il cronoprogramma che dovrebbe consentire di avviare i lavori a novembre del 2017. Al vertice hanno partecipato, tra gli altri, Roberto Tomasi, condirettore generale nuove opere di Aspi-Autostrade per l’Italia, Giacomo Giampedrone, assessore regionale alle Infrastrutture, e Stefano Bernini, vicesindaco del Comune di Genova.

La Gronda autostradale di Genova “è un nodo cruciale per il paese e, per Autostrade, costituisce l’opera più importante del prossimo futuro – ha sottolineato Tomasi – ed equivale, dal punto di vista dell’impegno economico, per la complessità tecnica e anche sotto il profilo dei tempi di realizzazione, alla Variante di valico che abbiamo inaugurato alla vigilia dello scorso Natale. Il 26 aprile scorso – ha ricordato – abbiamo consegnato al ministero delle Infrastrutture il progetto definitivo dell’opera. Parte ora la fase di analisi del quadro economico e dell’ottemperanza delle prescrizioni della Conferenza dei Servizi e della Via. Prevediamo di avviare da subito il progetto esecutivo e già lunedì prossimo procederemo con la pubblicazione degli espropri in modo da riuscire a iniziare i lavori a novembre 2017, fermo restando tutte le approvazioni necessarie da parte del governo”. Sotto il profilo della realizzazione “abbiamo dedicato particolare attenzione – ha aggiunto il condirettore generale nuove opere di Aspi-Autostrade per l’Italia – al tema della gestione degli scavi, assicurando il massimo controllo per la sicurezza sia del lavoro sia dell’ambiente. I primi cantieri – ha concluso – riguarderanno l’opera a mare ovvero il riempimento del canale di calma in prossimità dell’Aeroporto”.

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Giacomo Giampedrone ha sottolineato che “la Gronda autostradale genovese è una delle priorità strategiche infrastrutturali della Liguria, insieme al Terzo Valico ferroviario, i cui lavori sono già in corso. Regione Liguria è in campo affinché possa essere realizzata nel più breve tempo possibile: la Gronda è uno snodo fondamentale per tutto il Paese e consentirà alla Liguria e a Genova di uscire dalla situazione di isolamento infrastrutturale in cui si trovano recuperando il gap di anni di mancati investimenti che scontiamo ogni giorno. Il governo deve confermare un impegno economico importante, perché nel momento in cui il progetto sarà approvato in via definitiva dovrà avere, con la dichiarazione di pubblica utilità, anche la copertura economico finanziaria. Si tratta di un’opera importantissima a livello nazionale e, come tale, complessa e costosa: a fronte di un iter progettuale durato 8 anni, inevitabilmente la sua realizzazione, se tutto dovesse andare secondo il cronoprogramma, richiederà 10 anni. Per questo la Regione è in campo insieme in primis al governo, che deve garantire e reperire le risorse necessarie, e al Comune di Genova. I nostri esperti di Arpal e Asl sono al lavoro al fine di addivenire con Aspi a tutti quei protocolli propedeutici alla presentazione al governo del progetto esecutivo, che dovrebbe essere pronto entro un anno”.

Il vicesindaco Bernini ha annunciato che “già dai prossimi giorni affineremo i rapporti con gli ‘interferiti’, ovvero i residenti e le imprese che si trovano sul tracciato della gronda o sulle vie di accesso di cantiere e che dovranno essere trasferiti altrove. Il lavoro fatto con Autostrade su questo punto è iniziato molto tempo fa e gli interessati si sono già mossi per trovare soluzioni alternative: alcuni si rivolgeranno al mercato immobiliare mentre altri hanno chiesto che nella zona di Morego venga costruito appositamente un edificio dove ricollocarsi, anche per mantenere l’identità della comunità. Su questo ci sarà una riunione definitiva entro la fine del mese”. Circa l’importanza della Gronda, Bernini ha poi aggiunto che “Genova è una città portuale: o sviluppa sue capacità logistiche oppure perde sua rendita geografica come fattore di competitività. Potenziare queste reti di collegamento determinerà vantaggi non solo per Genova ma anche per i destinatari di queste merci: il nord ovest in primis ma anche – ha concluso – la Baviera, la Svizzera e tutto il centro Europa”.