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Genova città a misura di cinghiale, dito puntato: “Ecco il risultato dei tagli alla Polizia provinciale”

Solo 21 agenti per tutta la Città Metropolitana. "Scelte politiche scellerate: presto incremento degli abbandoni di rifiuti pericolosi"

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Genova. Corso Carbonara, con la famiglia di cinghiali che per più di un giorno è rimasta a scorrazzare all’interno dei giardini (qui vi proponiamo il video), è l’ultimo di una infinita serie di episodi. La città, specie nei sei quartieri collinari (ma a volte anche in quelli affacciati sul mare), è sempre più terreno di pascolo degli ungulati. Una situazione chiaramente insostenibile, che mette a repentaglio l’incolumità degli stessi animali, oltre che degli abitanti.

Famiglia di cinghiali in corso Carbonara

Si tratta di un’emergenza, a cui la Regione pensa di rispondere anche con metodi drastici, non negando la possibilità di battute di caccia nelle vicinanze dei centri abitati. Una soluzione, quella della cattura incruenta o dell’uccisione degli animali, che però potrebbe rivelarsi a tempo, non definitiva.

Ma di chi sono le responsabilità in una situazione che evidentemente è sfuggita di mano? L’AIPP, che rappresenta la Polizia provinciale, non ha dubbi. “Il servizio – spiega – sino ad una decina di anni fa arrivava a contare una cinquantina di effettivi, tra poco rimarranno solamente 21 unità complessivamente per tutta la nuova Città Metropolitana”.

Troppo pochi per un territorio così esteso, troppo pochi per un corpo che deve vigilare sulle strade provinciali, sui reati ambientali, su caccia e pesca e proprio sulla fauna selvatica. Alla fine gli uomini a disposizione per controllare una popolazione di cinghiali in continuo aumento sono solo 9.

“Il restante personale – spiega l’AIPP – è rimasto vittima di una sforbiciata dei costi che si è abbattuta solo sul settore del presidio del territorio rurale e della polizia ambientale, fortemente voluta dal sindaco metropolitano Marco Doria e dalla dirigenza della Città Metropolitana. Dunque diversi ufficiali ed agenti specializzati nel controllo del bracconaggio, nella gestione della fauna selvatica (catture e abbattimenti cinghiali, recupero fauna selvatica in difficoltà, tutela produzioni agricole) e nell’applicazione di molte norme a tutela dell’ambiente e dei beni naturali, sono stati collocati – per far cassa- sul portale della mobilità del Ministero della Funzione Pubblica, per essere destinati ad altri uffici ministeriali o enti pubblici ove le professionalità acquisite con le tasse dei contribuenti verranno cancellate o disperse. Altri sei dipendenti saranno collocati in pensione con le regole pre-Fornero alla fine di ottobre”.

“I cinghiali che trotterellano sulle strisce pedonali, in una città divenuta a misura di suino, sono pertanto solo una cartina di tornasole di scelte politiche scellerate che presto produrranno i loro effetti anche in un incremento degli abbandoni di rifiuti pericolosi e in altre forme di mancato rispetto delle norme di tutela ambientale, della flora e della fauna, a causa della diminuzione dei controlli che si prospetta a partire dal prossimo autunno. Città Metropolitana e Regione – conclude l’associazione – si dividono la responsabilità di questo pasticcio”.