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Due magnifici levrieri “galgo”, fra caruggi e alture di Arenzano foto

Nadia Perretta ci racconta l'impegno di Pet Levrieri a favore di "galgo" e "greyhound"

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Arenzano.  Un altro levriero “galgo” accompagna le passeggiate di Nadia sui sentieri della “Mare e Monti”… incontrarla e chiederle di raccontarci la storia di Currumina, è questione di un attimo…

Da Valladolid ad Arenzano, oltre millequattrocento chilometri… da un truce “galghero” come capo branco di riferimento, alle coccole affettuose di una famiglia… dalle inferriate di una gabbia, al divano di casa… che “sliding door” nella vita di Currumina, una bellissima femmina di galgo, dal mantello rosso cannella, che – in appena due anni di vita – si è vista salvare da un’orrenda fine, cui era destinata, in una “perrera” della Castiglia, dove la vita di un galgo, abbandonato dal suo padrone, ha breve durata.

Brutta vita, nella penisola iberica, quella di un galgo non più ritenuto idoneo alla caccia dal suo galghero, ma di certo non sono più fortunati i “greyhound” nel Regno Unito e in Irlanda, quando smettono di arrivare primi nella corsa dietro alla lepre meccanica nei cinodromi.

E’ il rifugio di Scooby Medina, con cui collabora da anni la onlus Pet Levrieri (un’associazione dedicata a salvare, dare in adozione e valorizzare come animali d’affezione, i levrieri da corsa e da caccia, siano galgo, greyhound o lucher), ad aprire la porta di una nuova vita a Currumina.

Cosicché, Cobie – storica figura del rifugio – arriva in tempo per riscattarla, prima che la porta girevole completi il giro…

Eccola, dunque Currumina, con gli altri amici salvati, attendere che Pet Levrieri le trovi un’idonea famiglia italiana, capace di donarle l’amore e il rispetto mai avuti e conosciuti… impresa non semplice, perché la severità della selezione è estrema… non nella scelta del cane, ma in quella di chi a lui dovrà accudire… un esame attento alle più piccole sfumature caratteriali, alla disponibilità e all’amore “non temporaneo”, che i richiedenti devono mettere in gioco.

Carola Bassi, affermata veterinaria genovese, oltre che socia di Pet Levrieri, apre un’altra sliding door nella vita di Currumina, quando chiede all’arenzanese Nadia Perretta, a nome dell’associazione, di assumersi il faticoso, ma stuzzicante, impegno di fare da “foster” (famiglia ospitante), nell’attesa dell’assegnazione agli adottanti.

Anche Nadia è socia di Pet Levrieri… ha già accolto in casa sua Ennie, un’altra “galgo” dall’ancor più travagliata storia, dando vita ad un connubio indissolubile… Aperitivo pagato a chi, negli ultimi tre anni, è riuscito a vedere Nadia a passeggio per i “caruggi” di Arenzano senza la sua inseparabile amica…

Ennie, con un passato di tremende angherie alle spalle, ha trovato qui un nuovo mondo, prima sconosciuto, che prevede amore bilaterale, fatto inusuale per lei, abituata – come era – a scodinzolare a chi le riservava tutt’altro trattamento. Difficile buttarsi alle spalle un passato di sofferenze … Ennie è felice della nuova vita, anche se fa fatica a esternarlo, perché il subconscio di quello che ha subito è sempre latente e tende a venire a galla, come una palla sommersa nel mare…

Anche Currumina ha un duro background da smaltire, ma la gioventù è dalla sua parte… ecco il perché di un carattere più gioviale, subito emerso durante il foster della famiglia di Nadia, che si lascia ammaliare dall’abbandono fiducioso di quel musetto dolce e delizioso e dal suo sguardo da furbetta, al punto di decidere che “dove sta bene un galgo, due ci stanno meglio”.

Ecco perché ora incontriamo Nadia Perretta, con un guinzaglio per mano, che s’inerpica sulle stradine che portano dal Rio Cantarena, passando per la Bicocca, fin su a Cucù, dove il panorama della sottostante Arenzano – e del suo mare azzurro – mozza il fiato….

Ennie e Currumina la affiancano docili, in un armonioso quadro, completandosi a vicenda, senza rivalità o gelosie… anzi la giovane “new entry” aiuta Ennie a cancellare i ricordi spagnoli… davvero un ottimo esempio del buon lavoro di Pet Levrieri, l’associazione guidata alla presidenza da Stefania Traini e alla vice presidenza da Gaudenzia Martinengo e Maria Grazia “Macia” Luparia, la cui “mission”, ad ampio respiro, prevede (oltre all’adozione degli animali che si riesce a salvare, grazie al lavoro sul campo dei rifugi) la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla reale condizione, in altre parti d’Europa, dei levrieri, grandi animali d’affezione, trattati spesso, invece, come un bene commerciale da sfruttare al massimo, quando destinati al mondo delle corse o della caccia… una battaglia che Pet Levrieri vuol combattere, in parallelo con chi, sempre nella penisola iberica, dice no a “banderilla e matador”, proponendo l’abolizione delle corride.

Nadia è un po’ come Pet Levrieri… non ci tiene “ad apparire”, bada alla sostanza: “Non parlate di me, raccontate la storia di sfruttamento di questo nobile animale… Per la nostra associazione salvare un cane, per quanto importante sia, rappresenta una goccia nel mare dei nostri obiettivi… non ci basta, per fare una similitudine, fermare la spada del torero… vogliamo che la gente sappia, al di là delle apparenze, come viene trattato un levriero greyhound, fra una puntata e l’altra, nei cinodromi in UK e Irlanda, nelle corse legate al gioco di azzardo, oppure un galgo, prima e dopo le battute di caccia, il cui apice – tra l’altro – non rappresenta certo un momento edificante, soprattutto se visto con gli occhi della cacciagione braccata”.

Scusa Nadia, se abbiamo parlato molto di te, ma la forza di un messaggio è correlata alla credibilità della voce di chi lo lancia… ecco il perché del racconto incentrato sulla tua storia con Ennie e Currumina…