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Dalla Piaggio all’Ilva, la crisi di Genova in piazza il 1 maggio: “Sempre pronti alla lotta” fotogallery

Sul palco il coordinatore rsu dell'Ilva Palombo ricorda tutte le aziende a rischio e fa appello a Camusso, Barbagallo e Furlan per la difesa dell'Ilva

Genova. C’è anche la crisi di Genova in piazza il primo maggio. Non ci sono gli striscioni delle fabbriche, ad eccezione di quello della Iplom, appena colpita dalla cassa integrazione dopo il disastro di Fegino, ma ci sono le facce, ormai note, dei lavoratori di Piaggio, di quelli dell’Ilva, di Amiu, di Amt, degli appalti delle partecipate di Tursi, dei lavoratori di Ansaldo fino agli edili. E sono facce preoccupate che guardano con una certa perplessità il cielo di palloncini colorati gonfiati da Cgil, Cisl e Uil per dare un’aria di festa al corteo del primo maggio.

corteo nazionale del primo maggio

A ricordare la realtà genovese e ligure è Armando Palombo, rsu Ilva e dirigente di Lotta comunista, che sale sul palco per secondo, subito dopo il collegamento con il collega di Taranto. Palombo fa il punto della crisi con un elenco lungo e tristemente forse nemmeno esaustivo, fino ad arrivare all’Ilva: “La madre di tutte le crisi – ha ricordato Palombo – dove a farne le spese sono i lavoratori che come sempre pagano per colpe non loro”. “Fino ad ora almeno qui a Genova noi ci siamo difesi ha detto – ci teniamo a continuare questa difficile battaglia di difesa della siderurgia nazionale. Per questo chiediamo con forza a i tre segretari generali il massimo impegno nella difesa dei lavoratori dell’Ilva”.