Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Dai cantieri all’oleodotto, Valpolcevera “scarico” della città: i cittadini vogliono i dati epidemiologici foto

Più informazioni su

Genova. Cantieri, amianto, tir. E poi l’oleodotto, con la ferita dell’incidente nel rio Pianego ancora aperta, e l’ombra della discarica di Scarpino, con il suo movimento di rifiuti, il percolato, i liquami e i depositi senza controlli. “La Valpolcevera è, nella sua interezza, soggetta a situazioni di pericolo per la salute dei cittadini”. Il grido d’allarme, tradotto in lettera di richiesta ufficiale al sindaco Marco Doria (e per conoscenza alla presidente di Municipio Iole Murruni), parte dal territorio, quell’area “ristretta della città dove insistono non più grandi attività industriali ma ‘lo scarico’ di tutta la città”.

Così i cittadini, riuniti nei comitati e associazioni che nell’ultimo periodo, loro malgrado, sono rimbalzati agli onori delle cronache, Comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino, Comitato Liberi Cittadini di Certosa, Quelli che a Trasta ci stanno bene, Comitato di Quartiere Campasso, hanno inviato una richiesta dati epidemiologici relativi alla mortalità (nella zona) al Comune di Genova , per “poter iniziare una indagine sullo stato di salute dei nostri quartieri”.

I Cittadini firmatari chiedono cioè (e con urgenza) le statistiche sul numero di soggetti riferiti alla popolazione residente e ai relativi deceduti (dal 2000 al 2015) suddiviso per: fasce d’età quinquennali, sesso, unità urbanistica e anno di calendario.

La richiesta è al Sindaco “il primo responsabile della salute della popolazione comunale” e “che ha promesso la disponibilità di questi dati in più occasioni, per ultima durante sua vista a Fegino dopo lo sversamento di greggio del 17 aprile”, spiegano i Comitati.

Secondo la legge la risposta dovrebbe arrivare entro 30 giorni. Intanto, nero su bianco, come è la Valpolcevera oggi dove “sono presenti cantieri imponenti per la realizzazione di gallerie ferroviarie” (Terzo valico e nodo di Genova) con estrazione del materiale roccioso (con o senza la presenza di amianto), il suo trasporto lungo le vie cittadine ed il suo deposito in siti a stretto contatto con le case e attività di frantumazione della roccia.

Poi la discarica di Scarpino “che impone un importante inquinamento” per il transito dei mezzi pesanti, di rifiuti speciali e il rilascio di liquami lungo le vie in salita. “Senza dimenticare anche il problema del percolato che insiste maggiormente su Sestri ma che ha ricadute anche sulla zona di confine della Valpolcevera”, ricordano i Comitati. “A questa discarica ufficiale si aggiungono piccole o grandi discariche abusive , depositi di materiale ignoto in mezzo alla case e gestiti senza regole e senza controlli”.

Arriviamo all’oggi, con lo sversamento di petrolio nel Rio Fegino e in ultimo l’incidente a san Quirico, “la Valpolcevera è attraversata da oleodotti e metanodotti che trasudano sostanze chimiche, inquinando in modo silenzioso il sottosuolo ed è costellata in punti strategici di depositi per lo stoccaggio di materiale grezzo e di lavorati dal petrolio che rilasciano con immaginabile precisione fumi, vapori ed odori che sono da sempre definiti disturbo e semplice fastidio”.

La situazione è così da decenni, con ripercussioni sulla salute dei cittadini. “E’ per questo – concludono i cittadini della Valle – che vogliamo conoscere i dati epidemiologici e poter così confrontare la qualità della nostra vita con quella della media dei cittadini della nostra città”.