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Da Genova a Ulan Udè: tre genovesi (e una vecchia Panda) al Mongol Rally 2016 foto

Un viaggio di quasi 15 mila km, attraverso 14 Paesi, a bordo di una vecchia Panda, da Genova a Ulan-Udè. Cercasi sponsor e un quarto avventuriero

Genova. Genovesi, popolo di esploratori. C’è chi, qualche anno fa, ha preso il mare per raggiungere le Indie e chi a bordo di una vecchia Panda (166 mila km e 18 anni di onorata carriera), per-correrà quasi 15 mila chilometri (12.494 per la precisione), per raggiungere la Siberia. Sono tre, sono genovesi, hanno meno di trent’anni, una passione per il viaggio (o meglio l’impresa), un po’ di adrenalina da scaricare e, ora, anche un team: il “Pandiamoaquelpaese.it”.

Ugo Scartabelli, commerciante 28enne, Lorenzo Costa, 24 anni studente di Medicina, e Alessandro Casapietra 26 anni, tecnico commerciale con la laurea di ingegneria nel taschino, parteciperanno al Mongol Rally 2016, insieme ad altre 300 squadre (di cui solo 6 italiane), per una “corsa” non competitiva in automobile. Partenza da Genova, arrivo ad Ulan-Udè, Russia orientale, Siberia.

“Partecipare ad un evento del genere con un’auto 4×4 sarebbe fin troppo facile.. noi abbiamo deciso di farlo e le regole ce lo imponevano, a bordo di una vecchia Fiat Panda del 1998, cilindrata 900 e rigorosamente trazione anteriore”, raccontano.

L’evento, organizzato per oltre 10 anni dall’associazione Inglese “The Adventurists”, è a scopo benefico: tutte le squadre devono raccogliere almeno 1000 sterline da devolvere in beneficienza: 500 all’associazione ambientalista Cool Earth, e il restante a discrezione di ogni team. Nel caso dei Pandiamoaquelpaese.it saranno devoluti all’Istituto Giannina Gaslini, l’ospedale pediatrico di Genova.

Mancano quasi due mesi alla partenza, fissata per il 16 luglio: il team genovese ha raccolto cinque sponsor, ma c’è ancora bisogno. E’ possibile sponsorizzare l’avventura benefica con poco, in cambio offerti un logo sulla Panda, sul sito e materiale pubblicitario (es.magliette o adesivi) per promuovere l’impresa.

Quasi 13 mila km, 14 paesi da attraversare in 30 giorni con 7 cartine stradali (vietato l’uso dei navigatori), 5 visti pronti, 5 ruote di scorta, 3 vaccini e un solo obiettivo: arrivare a Ulan-Udè. Per il tragitto i tre hanno contattato i “Belinbaatar”, reduci dall’impresa nel 2012. “Abbiamo passato giorni e giorni a decidere l’itinerario del nostro viaggio, scegliendo un percorso di massima nonostante il tragitto sia ricco di posti magnifici. Ma il tempo a disposizione è poco quindi abbiamo cercato di massimizzare al meglio la nostra avventura. Dopo ore di discussioni abbiamo considerato interessante passare per la Turchia, per l’Iran, Turkmenistan, Kyrgyzstan Uzbekistan, Kazakhstan, concludendo con Mongolia e infine l’ ultima tappa Ulan-Ude Burizia nella terza settimana di Agosto. Ci farebbe piacere ricevere proposte o alternative al nostro itinerario”.

Infine, l’appello a nuovi avventurieri: cercasi quarto compagno di viaggio per la tratta Genova-Tehran.