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Cortina di fumogeni e petardi: la protesta di Calp e centri sociali 

Genova. Una cortina di fumogeni e alcuni petardi sono stati sparati al termine del corteo, mentre sul palco stavano per cominciare i comizi, dallo spezzone a cui partecipava il Calp, collettivo autonomo dei lavoratori portuali e diversi collettivi antagonisti che sono sfilati tra i corteo sindacale e quello di lotta comunista dietro lo striscione Working Class Combat. Uno spezzone fortemente critico nei confronti dei sindacati confederali e deciso a “riprendersi il primo maggio”  di fronte a un sindacato dove “molti tra i funzionari sono corresponsabili dello sfascio sociale e politico che deve essere invertito”. La cortina di fumogeni, accesa proprio mentre stava per passare lo striscione di Lotta comunista con dietro 2 mila persone ha provocato qualche protesta e qualche fischio da parte dei rappresentanti di lotta comunista, ma dopo alcuni minuti la manifestazione ha ripreso a scorrere senza incidenti.

corteo nazionale del primo maggio

Nel volantino diffuso nel corso del corteo i manifestanti hanno spiegato: “Non siamo contro il sindacato, ma non stiamo neppure con questo sindacato che dimentica chi lavora, isola chi le lotte le prova a fare, va a braccetto con i nostri nemici. La strada è lunga, il nostro posto è tra e con i lavoratori. In Francia, come negli anni scorsi in Spagna e in Grecia i lavoratori stanno dimostrando che il futuro non è stato ancora scritto. E prima o poi lo riscriveremo a modo nostro”.