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Coprifuoco nel centro storico: l’ordinanza che “spegne” il rock del Quaalude e la movida

Martedì incontro a Tursi con le associazioni di categoria, ma stasera per il Quaalude sarà l’ultimo concerto. E in Rete scatta la protesta

Genova. “Grandi! Grazie a tutti… penso che abbia ricevuto più messaggi il Quaalude in una notte di quanti voti abbia preso il marchesino!”. Il marchesino, neanche a dirlo è il sindaco Marco Doria e i messaggi sono quelli piovuti sulla pagina Facebook del Quaalude RockClub in solidarietà al noto locale, da 30 anni nel centro storico per offrire “tutti i venerdì e i sabato sera concerti e musica rigorosamente rock”.

Centinaia i genovesi e non solo dispiaciuti, ma solidali con la decisione presa e annunciata ieri: “Carissimi amici, debbo darvi una brutta notizia: grazie all’ordinanza geolocalizzata partorita dalle fervide menti del nostro caro principe e dei suoi assessori, dei quali ricordo la capacità di aver perso i principali eventi per cui Genova era ricordata nel mondo quali Euroflora o il Salone Nautico, questa sera il Quaalude RockClub rimane chiuso”.

Nel mirino l’ordinanza “anti movida”, “costruita” su misura per il centro storico (e per una parte di Sampierdarena). L’intento di Tursi era dare un segnale forte: “fermezza e intransigenza nei confronti di quei minimarket che di fatto sono dei bar che per tutta la notte vendono alcolici”, aveva detto Doria presentando i provvedimenti.

Ma al pari dei minimarket chiusi entro le 21 di ogni giorno della settimana, nelle stesse zone, sempre secondo ordinanza, bar e circoli privati devono chiudere entro l’1, da domenica a giovedì, e restare aperti fino alle 2 venerdì, sabato e prefestivi. Il raggio d’azione comprende tutto l’intero centro storico, con esclusione dell’area interna del Porto Antico e inclusa invece piazza De Ferrari. Furiose, da subito, le associazioni dei commercianti “bisognava aiutare gli esercenti che agiscono nella legalità e punire, invece, chi fa il contrario. Molti a questo punto rischiano di dover chiudere i battenti”, il j’accuse di Ascom e Confesercenti.

Martedì ci sarà un incontro tra le parti a Tursi, e stasera intanto il Quaalude, dopo attento esame, ha deciso per l’apertura, ma sarà l’ultimo concerto. “Non possiamo per natura del locale seguire la normativa né rimarremo fermi senza combattere – scrivono ancora i gestori sulla pagina – purtroppo non possiamo procedere ad un ricorso, perché deve farlo l’associazione che ci rappresenta e che incontrerà martedì l’assessore incompetente, pardon, competente per capire come comportarsi”.

Nel locale “dove tre generazioni hanno saputo che a notte fonda un solo locale poteva dare loro quello che cercavano, dove risse e piazzate restano fuori e dove il rumore del rock, veniva concordato con i vicini”, le speranze sembrano poche: “Difficile aspettare un ravvedimento da chi non è stato in grado di gestire situazioni esplosive nel centro storico, lontane comunque dalle nostre mura”.

Su change.org è partita la petizione: “Viva la musica! No all’ordinanza sindacale contro la Movida!”, con un appello: “Le leggi ci sono già, sindaco, le faccia rispettare e non uccida la Movida”. Lunga vita al rock, comunque.

(Foto dalla pagina Facebook Quaalude RockClub)