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Confartigianato “disegna” l’identikit del dipendente artigiano in Liguria

Liguria. Sono 32.582 i dipendenti delle micro e piccole imprese artigiane della Liguria, che lavorano all’interno di 12.131 imprese su 44.575 attive. Essi rappresentano il 41,5% del totale degli addetti del settore (78.421). Grazie agli ultimi dati Istat elaborati e diffusi dall’Ufficio studi di Confartigianato, è possibile tracciare un profilo-tipo che identifichi le caratteristiche principali del dipendente dell’artigianato.

Osserviamo l’età: il maggior numero dei dipendenti (il 49,7%) ha tra i 35 e i 54 anni (dato in linea con la media nazionale), mentre i giovanissimi (under 24) sono il 14%, di poco sopra la media del Paese (pari al 13,6%). Per quello che riguarda le altre fasce, il 13,9% ha tra i 25 e i 29 anni, il 12,6% tra i 30 e 34 anni, mentre il 9,8% ha più di 55 anni. Le donne sono il 32,3%.

La composizione per qualifica è così costituita: il 75,8% sono operai (la media nazionale è del 79,5%), di cui il 25,1% donne. Gli impiegati sono l’11,2%, mentre gli apprendisti rappresentano ben il 12,9%: in Italia la media è inferiore al 10%.

La stragrande maggioranza (70,6%) lavora a tempo pieno, mentre a tempo parziale sono assunti il 29,4% del totale. L’83,8% ha un contratto a tempo indeterminato (dato di poco inferiore a quello nazionale, 85,9%), il 15,7% è assunto a tempo determinato (contro il 13,7% di media italiana) e solo lo 0,5% (in linea con la media del Paese) ha un contratto stagionale. Sul totale degli assunti a tempo indeterminato, il 18,9% sono donne.

A livello provinciale, a Genova il 49,9% dei dipendenti ha tra i 35 e 54 anni, mentre il 27,9% sono giovani fino a 29 anni. I genovesi oltre i 55 sono il 9,6%. Qui, il 74,5% sono operai, 12,8 apprendisti, 12,7% impiegati. Le donne sono il 34,1%. A Savona le dipendenti artigiane sono ben il 38%. Per quello che riguarda l’età, il 49,8% ha tra i 35 e i 54 anni, mentre i giovani sono il 27,3%. Gli over 55 sono l’11%. Il 78,5% sono operai, 11% apprendisti e 10,4% impiegati. Veniamo alla Spezia: le donne sono il 32%. I giovani sono il 25,4%, mentre anche qui la maggior parte (51,2%) ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Oltre i 55 anni sono il 9,9%. In base alla qualifica, i dati parlano del 78,8% di operai, 11% di apprendisti, 10,1% impiegati. Infine, a Imperia, c’è una notevole fetta di giovani: sono ben 31,4% fino a 29 anni. Il 47% ha tra i 34 e i 55, l’8,7% ha più di 55 anni. Le donne sono il 32,9%. Si contano poi 73,7% operai, ben il 18,1% di apprendisti e 8,2% impiegati.

“Emerge in modo chiaro – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – la forte presenza di giovani e di apprendisti, di molto superiore alla media nazionale, in particolare nell’estremo Ponente. L’artigianato rappresenta ancora per i giovani un “porto sicuro” nel mare in tempesta del mercato del lavoro di oggi”.

Guardiamo ora ai settori: la maggior parte dei dipendenti artigiani liguri è attiva nella produzione (14.097) e nei servizi (11.057), mentre 5.902 lavorano nell’edilizia (sono oltre il 18%, una delle più alte percentuali d’Italia). Nel dettaglio, il maggior numero di dipendenti è attivo nella costruzione specializzata: qui sono impiegati oltre 8.255 dipendenti. Circa 3.900 nell’alimentare, 2.100 circa sono autoriparatori. 2 mila i dipendenti nel settore dei servizi legati a edifici e paesaggio, altri 2 mila sono attivi nella lavorazione del metallo. 1.500 ristoratori, 1.287 lavorano nel trasporto, un migliaio circa sono impiegati nella riparazione e manutenzione di macchine.

I primi tre settori di specializzazione a maggior presenza di artigianato in Liguria sono la produzione di pane e altri farinacei e prodotti da forno, il completamento e la finitura di edifici e, al terzo posto, le attività di pulizia e disinfestazione.
“Un panorama variegato ed eterogeneo, che abbraccia moltissimi settori altamente specializzati – aggiunge Grasso – alcuni dei quali vere peculiarità e tipicità della nostra regione. Tra questi risulta quale traino il settore dell’alimentare che in tutte e province rappresenta uno dei settori con il maggior numero di dipendenti”.
Rimanendo in tema professioni, osserviamo la distribuzione provinciale: a Genova si contano 17.116 dipendenti dell’artigianato. 4.380 sono impiegati nei lavori di costruzione specializzati, 2.181 nell’alimentare, 1.179 sono attivi nel settore dei servizi legati a edifici e paesaggio, 1.095 autoriparatori.
A Savona si contano 5.927 dipendenti totali: 1.435 nei lavori di costruzione specializzati, 761 attivi nell’alimentare, circa 400 nella lavorazione del metallo. Alla Spezia, 5.057 dipendenti totali nell’artigianato, la maggior parte (1.123) sono attivi nella costruzione specializzata, 490 nell’alimentare, 375 lavorano il metallo, 366 sono autoriparatori, 356 nei servizi legati al paesaggio ed edifici. Veniamo all’imperiese: tra i dipendenti totali del settore (4.482), la maggioranza è impiegata, anche in questo caso, nei lavori di costruzione: sono 1.317. Ben 498 sono i dipendenti dell’artigianato alimentare, 356 lavorano nei servizi legati a edifici e paesaggio, 288 attivi nella lavorazione del metallo