Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Arpal risponde alle polemiche: “L’allerta non scatta ad ogni pioggia”

Liguria. “Ha piovuto più oggi che nelle ultime quattro allerte meteo messe insieme”; è questo uno dei messaggi
comparsi ieri su un famoso social network.

“Al di là dell’inesattezza (le ultime quattro allerte meteo messe insieme hanno visto cadere molta più pioggia di ieri), è vero che in passato sono state diramate allerte – e ci saranno in futuro – con meno acqua. Ma c’è modo e modo per aprire un rubinetto, e non è solo la quantità complessiva di acqua fuoriuscita a far scattare l’allerta, che non va diramata ad ogni precipitazione, ma in previsione di determinati effetti al suolo”. Lo scrive Arpal in una nota dopo le polemiche apparse sui social network sul fatto che ieri non sia stata emessa l’allerta.

“La giornata di ieri è stata caratterizzata da piogge diffuse su quasi tutte le zone, con intensità al più
moderata e un unico temporale forte che ha interessato il centro della regione. Lo scroscio più intenso è stato di 37,2 mm fra le 18.30 e le 19.30 ad Alpicella, sopra Varazze, e le cumulate finali sono state solo localmente molto elevate, con poche centraline oltre i 100 mm/24 ore (ossia 100 litri d’acqua per metro quadrato di superficie)”, prosegue la nota.

Arpal precisa che gli effetti non sono andati oltre le estese pozzanghere lungo le strade, e al suolo non
si sono avute criticità. “Infatti i bacini della Liguria hanno risposto soltanto nella zona della massima
intensità (il Sansobbia e il Polcevera al confine fra le province di Genova e Savona), restando peraltro
abbondantemente al di sotto del primo livello di guardia”.

Due gli elementi che hanno contribuito ad evitare effetti al suolo “da allerta”: la previsione della pioggia, che indicava con relativa certezza intervalli di alcune ore fra una precipitazione e l’altra e le condizioni di saturazione del suolo, inizialmente prossime allo zero. Il terreno ha avuto modo di assorbire l’acqua caduta dal cielo, senza restituirla subito in superficie.

“Con questa situazione e previsioni di analoghe precipitazioni sulle zone già bagnate, sarebbe verosimile arrivare all’emanazione di un’allerta, che non è legata solo alla quantità di acqua caduta dal cielo, ma anche all’intervallo di tempo in cui cade e agli effetti che comporta al suolo”, termina Arpal.