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Anche i lavoratori Iplom al corteo del 1 maggio: “Speriamo non ci voglia troppo per ripartire”

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Genova. C’erano anche i lavoratori dell’Iplom di Busalla oggi al corteo nazionale di Cgil. Cisl e Uil. Dal 6 maggio i 240 lavoratori della raffineria saranno in cassa integrazione dal 6 maggio. E la preoccupazione è che i tempi non diventino troppo lunghi perché allora la raffineria e i posti di lavoro potrebbero essere a rischio. “Sicuramente siamo dispiaciuti per quello che è successo agli abitanti di Fegino e ai genovesi tutti – dice Simone Brunelli, rsu Iplom – ma riteniamo che il lavoro sia necessario e deve poter convivere parallelamente alla sicurezza e all’ambiente. Speriamo che si possa risolvere tutto sia a livello ambientale che occupazionale perché oggi non abbiamo più tutte le certezze che avevamo fino a pochi giorni fa”. Il timore è che i tempi del sequestro siano più lunghi di quanto un impianto come quello di Busalla possa reggere dal punto di vista economico: “Se non riusciamo a ripartire in tempi utili abbiamo paura che la raffineria non possa sopportare l’impatto dovuto a una fermata troppo prolungata perché la raffineria anche se spenta presuppone un impiego non esiguo di personale per ragioni di sicurezza a e questo ha un costo molto elevato anche se la produzione è pari a zero”

corteo nazionale del primo maggio